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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

Saramago, i blog? Scrivere tutti scrivere peggio - José Saramago ha sempre avuto un rapporto di amore/odio con le nuove tecnologie

Saramago, i blog? Scrivere tutti scrivere peggio - José Saramago ha sempre avuto un rapporto di amore/odio con le nuove tecnologie. Nel 2000, il premio Nobel di Letteratura portoghese spiegava il cambiamento che aveva sperimentato la sua scrittura al passare dalla macchina da scrivere al computer. Raccontava che si sentiva come Cipriano Algor, il vecchio artigiano protagonista del suo romanzo La caverna (Einaudi, 2000): le parole sono come l’argilla che con la scrittura, piano, piano, si riesce a modellare, dando forma a diversi mondi. Con il copia e incolla del digitale tutto cambia, invece. Odio e amore anche per i blog. Ne parla male, malissimo, perché «hanno fatto scrivere di più, ma peggio», come ha dichiarato di recente in un’intervista al quotidiano argentino El Clarín. Eppure ha aperto un blog, Il quaderno di Saramago (http://cuaderno.josesaramago.org), che ha fatto discutere in tutto il mondo e ora è diventato un libro, Il quaderno che Saramago domani presenterà a Valladolid, alla Fondazione Umbral. Prevista anche una trasmissione video in diretta su http://videos.sapo.pt/saramago. A convincerlo dello sbarco su Internet è stata la moglie, Pilar del Rio, giornalista spagnola di 30 più giovane di lui, traduttrice in tempo reale delle sue opere, nella casa di Lanzarote dove abitano. Dopo una lunga assenza, di più di un anno, a causa di una malattia respiratoria, la pneumonia, Saramago è torna in pubblico: 51 chili di meno e uno aspetto di «mummia camminante», come ha detto, con il suo caratteristico sarcasmo. Con una voce bassa, lentamente, ha raccontato in un’intervista di quattro ore alla BBC la sua rassegnazione alla morte. «Mi rimangono tre, quattro anni di vita. Forse anche di meno. Ogni volta che finisco un libro aspetto un’altra idea, ma questa volta potrebbe non venire», ha detto l’autore de Il Vangelo secondo Gesù Cristo (Einaudi, 2005). A breve, sul grande schermo vedremo l’adattamento cinematografico di Saggio sulla cecità, realizzata dal regista brasiliano Fernando Meirelles, quello di Città di dio. Del suo romanzo, l’ultimo forse, nessuna anticipazione. Lo scrittore di 86 anni ha iniziato a scrivere sul blog a settembre del 2008 e non si è risparmiato nulla: dalla politica alla febbre suina, passando per i suoi sentimenti, gli amici, la sua salute. Aggiorna il blog quotidianamente e ha sparato contro tutti: dal Papa, per l’ingerenza politica dei vescovi nella politica della Spagna di Zapatero, a Tony Blair, passando per Bush e Berlusconi. Ma Saramago non fa sconti a nessuno e anche Hugo Chávez, tanto applaudito all’inizio dell’avventura bolivariana, oggi è un «totalitarista». Si salva solo Barack Obama. Perché? Crede alla politica come partecipazione, dal basso. Saramago non usa Facebook, ma alle scorse elezioni del Parlamento europeo si è candidato con il partito comunista e i Verdi del Portogallo senza alcuna possibilità di venire eletto. L’importante era partecipare. «I blog sono un sismografo... non si scelgono i terremoti, ma si reagisce a quello che accade…», ha detto Saramago. Dopo la "scossa" del rifiuto da parte di Einaudi di pubblicare Il quaderno, l’autore di Saggio sulla lucidità (Einaudi, 2004) ha scritto un pesante commento dal titolo La cosa Berlusconi. «Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo alla coscienza degli italiani, prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee», ha scritto Saramago. Lo definisce un "delinquente", nella sua accezione del dizionario portoghese: da delinquere cioè «commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali». La definizione, dice, «calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. da tanti anni che la cosa Belusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni».