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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

Il preservativo a mio figlio - CONTRO - Il distributore di preservativi a buon prezzo nelle scuole è la prova definitiva del fallimento dell’educazione sessuale, mito al quale ci siamo ispirati per decenni pensando di salvare i nostri figli dall’ignoranza e dalle paure del sesso che hanno segnato la nostra adolescenza

Il preservativo a mio figlio - CONTRO - Il distributore di preservativi a buon prezzo nelle scuole è la prova definitiva del fallimento dell’educazione sessuale, mito al quale ci siamo ispirati per decenni pensando di salvare i nostri figli dall’ignoranza e dalle paure del sesso che hanno segnato la nostra adolescenza. Abbiamo creduto per anni che renderli edotti sui meccanismi e le tecniche del rapporto sessuale e soprattutto sui metodi contraccettivi li avrebbe resi liberi e felici, in grado di affrontare nel modo migliore le loro esperienze col sesso. Questo mito educativo si è affermato negli anni in cui l’utopia della rivoluzione sessuale diventava realtà, in cui si è creduto fermamente che liberare la sessualità da ogni norma e vincolo ci avrebbe avvicinati molto alla felicità. Gli adolescenti di oggi vivono pertanto in una cultura imbevuta di sesso - i loro giornali, i loro programmi non fanno che parlare di esperienze frequenti e narcisisticamente appaganti - e possono avere tutte le informazioni tecniche e sanitarie che desiderano nel modo più facile. Perché allora non ne fanno uso? Perché continuano ad aumentare le malattie sessuali fra i giovani e gli aborti delle adolescenti? Perché l’adolescenza continua a essere un’età difficile, complessa, dolorosa anche in pieno Bengodi sessuale? Questa è la domanda che ci dovremmo porre, e a cui non si risponde certo offrendo macchine per preservativi nei corridoi delle scuole. I rapporti sessuali sono molto più pericolosi, complicati e coinvolgenti di quanto molta propaganda rivolta ai giovani fa credere. Non si tratta di una ginnastica "divertente", di un gioco più gratificante di un altro, di una rassicurazione della proprio capacità seduttiva, e i ragazzi confusamente lo sentono. Vogliono vedere se è vero che da un contatto sessuale nasce un bambino o pensano che non ci siano più le malattie pericolose che hanno sempre segnato contatti così intimi. Se tutto è un gioco, perché preoccuparsi tanto? I preservativi a scuola significano la resa definitiva a questo stato di cose, la rinuncia ad affrontare noi nella nostra vita in primis la delusione di una rivoluzione, quella sessuale, che non ha portato l’utopica felicità sperata. In un mondo in cui la tecnoscienza impera, pensiamo che uno strumento, una tecnica come il preservativo possa risolvere tutto. A chi sostiene che, data la gravità della situazione bisogna comunque intervenire con un rimedio urgente, come appunto il preservativo, bisogna rispondere che si tratta di un rimedio inutile perché non affronta la radice del problema, anzi lo moltiplica. Lo moltiplica soprattutto per il luogo scelto: la scuola. Nonostante il crollo del nostro sistema scolastico infatti la scuola è comunque ancora percepita come un’istituzione educativa. In questo caso, quindi, un "rimedio d’emergenza" diventa un insegnamento. Diventa la prova inconfutabile che noi adulti non abbiamo niente altro da dire ai ragazzi - rispetto ai problemi e alle difficoltà che stanno vivendo. Questa potrebbe essere invece l’occasione per affrontare con coraggio un dolore sommerso partendo dalle radici del problema che stanno in noi stessi, nel nostro modo di vivere l’ultima utopia dell’età contemporanea: la liberazione sessuale.