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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

22/06/2009

Le tre furie

"Guarda", mi disse, "le feroci Erine. / Quest’¨¨ Megera dal sinistro canto; / quella che piange dal destro ¨¨ Aletto; / Tesif¨®n ¨¨ nel mezzo"; e tacque a tanto. / Con l’unghie si fendea ciascuna il petto / battiensi a palme e gridavan s¨¬ alto, / ch’i’ mi strinsi al poeta per sospetto. (Inferno, Canto IX, vv.45-51)

Tra i demoni che si agitano sulle mura della citt¨¤ infernale di Dite spiccano le figure delle tre Furie: Megera, Aletto e Tesifone. Secondo la mitologia greca esse sono figlie della Terra e dee della vendetta, viventi nel Tartaro a straziare i dannati. Erano anche considerate simbolo del rimorso, della vendetta e della punizione.

E¡¯ significativo che siano proprio loro tra le pi¨´ attive nel tentativo di ostacolare il viaggio dei due poeti . Cercher¨° di spiegare con semplicit¨¤ il processo che tende a bloccare qualsiasi forma di cammino interiore verso la conversione e il cambiamento che sono lo scopo del viaggio che Dante sta compiendo nell¡¯oltretomba. Quando commettiamo il male nasce subito un sentimento di sconforto e di malessere che si chiama rimorso. Pi¨´ che a farci sentire il dolore per il peccato, il rimorso tende a farci cadere in uno stato di prostrazione che si chiama senso di colpa. Una sorta di cappa che ci paralizza e non ci permette di accettare i nostri limiti e gli errori commessi. Mentre il senso del peccato si apre alla luce della speranza e della misericordia, il senso di colpa ci fa cadere nel baratro della depressione psichica e spirituale trasformando la vita dell¡¯uomo in un piccolo inferno. Il maligno ¨¨ intelligente ed astuto. Prima ci lusinga e ci inganna. Una volta caduti nella sua trappola si vendica e ci punisce rivelandoci il suo volto deforme, facendoci ingoiare tutta l¡¯amarezza per il male commesso e infine insinuando il dubbio che il perdono di Dio possa venir meno. Gli evangelisti ci dicono che Giuda, preso da rimorso, and¨° a impiccarsi. La conversione e il ritorno ad una vita virtuosa richiedono una presa di coscienza del male commesso (inferno), un cammino di purificazione (purgatorio) ed infine la visione e la dolcezza della misericordia divina (Paradiso). Le tre Furie, che, abbiamo gi¨¤ detto, rappresentano proprio la conseguenza del male commesso (il rimorso, la vendetta, e la colpa), vogliono bloccarci al primo passaggio, farci rimanere nell¡¯amarezza e nello sconforto del peccato. Ecco perch¨¦ si agitano con veemenza sulle mura di Dite bloccando Dante sulla lorda spiaggia della palude infernale. Ma Megera, Aletto e Tesifone sono ancora poca cosa: esse aprono la strada ad un altro terrificante personaggio: la Medusa.



Note:

Nacquero dal sangue di Urano mutilato dei genitali da Cronos; le Erinni o Furie erano tre: Aletto, Tisifone e Megera. Dee della maledizione e della vendetta punitrice; la loro figura era raccapricciante, venivano raffigurate come vecchie orribili con serpenti invece che capelli e con occhi di fiamma. Un’altra versione le rappresenta come geni alati con i capelli formati da serpenti, con in mano torce o fruste. Perseguitavano senza tregua il colpevole con la loro spaventosa forza, finch¨¦ questo non avesse espiato il suo destino.



Secondo alcuni Aletto invece, era nata da Acheronte e dalla Notte (o da Gea, la Terra, secondo altri), il suo nome non ha ancora oggi un’etimologia univoca. Probabilmente significa "colei che non riposa", "colei che non d¨¤ requie", ma alcuni interpreti propendono per "l’indicibile", "colei il cui nome non pu¨° essere pronunciato".


Tisifore, Era incaricata di castigare i delitti di assassinio: patricidio, fratricidio, matricidio, omicidio.
Un mito racconta che si innamor¨° di Citerone, che uccise col morso di uno dei serpenti presenti sul suo capo.


Megera, Il nome deriva dal greco ¦¬¦¦¦Á¦¦¦Á, "l’invidiosa". Megera era preposta all’invidia ed alla gelosia e induceva a commettere delitti, come l¡¯infedelt¨¤ matrimoniale