Marigia Mangano, ཿIl Sole-24 Ore 26/6/2009;, 26 giugno 2009
BENETTON FA «PULIZIA» IN EDIZIONE
Edizione srl, la holding della famiglia Benetton, alza il velo sul bilancio del 2008. Un anno difficile a causa dei forti ribassi dei corsi azionari – specie per una società con un core business diviso tra finanza e industria - ma che ha visto comunque la capofila di Ponzano Veneto chiudere in utile per 196 milioni (234 milioni un anno prima) e distribuire una cedola di 40 milioni ai soci, superiore rispetto ai 30 milioni del 2007. Questo dopo svalutazioni per 641 milioni che hanno interessato un portafoglio che spazia dalle tlc ( Telecom Italia eTelco)
a infrastrutture, banche ed editoria.
Il bilancio della finanziaria dei Benetton, nata dalla fusione di Edizione holding e Sintonia, si è chiuso con ricavi in crescita a 11,308 miliardi da 8,689 miliardi del 2007, un ebitda consolidato salito a 3,123 miliardi da 2,039 miliardi e un utile netto di competenza sceso a 196 milioni dai 234 milioni del 2007. Sul risultato ha pesato la svalutazione delle partecipazioni di minoranza detenute nelle società quotate per 641 milioni complessivi. Si tratta delle partecipazioni dirette di Edizione srl, e cioè Pirelli & C (4,77%), Generali (1%),
Rcs (5,1%), Mediobanca
(2,16%), Caltagirone Editore
(2,24%), Il Sole24 Ore (2%). I valori di carico di queste quote sono stati allineati alla media delle quotazioni di Borsa del dicembre scorso. Risulta, inoltre, che anche la partecipazione in Telco, la società a cui fa capo il 24,5% di Telecom Italia e partecipata da Sintonia Sa all’8,39% e da Edizione srl allo 0,23%, sia stata svalutata. Una mossa che segue la scelta della stessa Telco di riallineare i valori da 2,695 euro al valore periziato da Lazard di 2,2 euro.
In questo quadro, il peso del fattore Borsa è stato solo parzialmente compensato dalle plusvalenze straordinarie, pari a 460 milioni. Gran parte di queste sono il risultato del riassetto di Sintonia Sa, la società lussemburghese a cui fanno capo le partecipazioni nel mondo delle infrastrutture e controllata da Edizione srl al 66,4%, da Goldman Sachs (9,98%), dal fondo di Singapore (17,68%) e Mediobanca (5,95%). Si tratta – spiega la nota diffusa dalla società – di 187 milioni che «provengono dalla cessione del 7% di Sintonia Sa, oltre a 273 milioni che derivano dalla plusvalenza contabile da diluizione, pari al pro-quota di competenza di Edizione del sovrapprezzo versato dai soci terzi di Sintonia Sa, nell’ambito degli aumenti di capitale effettuati dalla stessa Sintonia Sa nel 2008». Al netto delle partite straordinarie, dunque, l’utile 2008 di Edizione srl sarebbe stato di 377 milioni. Il gruppo, inoltre, a fine 2008 evidenziava un patrimonio netto di competenza pari a 4,089 miliardi.
L’assemblea di Edizione ha infine deliberato la distribuzione di dividendi per 40 milioni (30 milioni nel 2008) e, in sede straordinaria, ha approvato un aumento di capitale gratuito 1,5 miliardi, mediante imputazione a capitale di riserve esistenti. La ricca cedola incassata quest’anno dalla famiglia rischia però di non replicarsi nell’esercizio 2009. Tra le partecipazioni chiave del gruppo, Autogrill per esempio, controllata al 60%, ha deciso quest’anno di rinunciare al dividendo (l’ultima volta era successo nel 2003). E se Atlantia, (
la holding che controlla Au-tostrade) e Benetton group hanno confermato la cedola, l’altra grande partecipazione della famiglia, Telecom Italia, ha invece tagliato i dividendi.
Archiviato, dunque, un 2008 difficile, l’esercizio in corso risulta cruciale per i futuri progetti di una delle partecipazione di riferimento di Edizione srl, quella in Sintonia Sa. La holding lussemburghese, a cui fanno capo la quota in Telco, la partecipazione del 38% in Atlantia, il controllo di Gemina ( Adr), e la quota in Eurostazioni, ha da poco definito l’assetto al vertice con la nomina dell’ex manager Eni, Stefano Cao. Questo dopo la conclusione della prima parte del riassetto azionario. Sintonia Sa ha dunque la squadra pronta per dare il via a nuovi investimenti o operazioni cruciali relative alle partecipate. Anche se alcuni dossier già sul tavolo della società lussemburghese sono stati temporaneamente chiusi, come la privatizzazione dell’aeroporto di Praga. Operazione che poteva rappresentare un’occasione interessante per Sintonia ma che è tramontata a fronte della decisione del governo della Repubblica Ceca di congelare la privatizzazione dello scalo. La priorità resta così lo sviluppo di Aereoporti di Roma.