Paolo Madron, ཿIl Sole-24 Ore 26/6/2009;, 26 giugno 2009
LA GUNTHER CORPORATION PRONTA A ENTRARE NELL’UNIT
Forse il 30 giugno, o in seconda convocazione il 1° luglio, per l’assemblea dell’Unità sarà veramente un pomeriggio da cani. Anzi, da cane. Ritorna tra gli azionisti Gunther, il pastore tedesco cui toccarono gli onori della cronaca per essere il depositario di un fondo che portava il suo nome domiciliato a Vaduz, con misteriose propaggini in altri caraibici paradisi fiscali. Dietro Gunther, che abbaia, dà la zampa, ma non decide, si cela in realtà Maurizio Mian, 53 anni, pisano, eccentrico industriale farmaceutico (quella del cane ereditiere fu una sua bufala che all’epoca si bevvero tutti i giornali) che a metà degli anni 90 vendette l’azienda di famiglia alla Merck. Il ricavato finì, tra i tanti rivoli, ad alimentare anche un te-soretto, 400 milioni di euro, su cui misero gli occhi gli 007 tedeschi- «tutto regolare» precisò subito la famiglia Mian - a caccia di evasori. Per lui, che nel giornale fondato da Antonio Gramsci aveva già messo piede cinque anni fa per poi andarsene quasi subito, si tratta del ritorno ad un antico amore. Carta, palazzi e giornali si segnalano infatti tra le sue più coltivate passioni, insieme alla politica per la quale fece una fugace apparizione nel 2006 come candidato alle elezioni con l’allora Rosa nel Pugno voluto da Marco Pannella in persona. Radicale pugnace, Mian si segnala anche per un’altra eccentrica iniziativa. La sua Gunther Corporation pagava infatti il viaggio alle donne che andavano a Barcellona per sottoporsi alla fecondazione assistita.
Se la trattativa con Renato Soru andrà in porto, per Mian si tratterà di un investimento da 5/6 milioni di euro, spiccioli per uno come lui ma quanto basta per dare ossigeno alle casse del giornale. E soprattutto indurre le banche a fare meno le ritrose nell’aprire in futuro qualche rubinetto. Da quando l’ex governatore della Sardegna si era dichiarato non più disponibile a tirare da solo la carretta, sulla quale per altro aveva caricato di suo più di 20 milioni di euro, la corsa a trovare nuovi soci era stata frenetica. Si era parlato di un altro possibile de ja vu con il ritorno della famiglia Marcucci, e poi dell’industriale romano prestato alla politica Raffaele Ranucci, e da qualche giorno fresco titolare di una casa discografica, la Alice Records, prossima al debutto con il cd del concerto del Primo maggio. Invece, dopo lungo travaglio, lungo quasi quanto la permanenza o meno all’Unità dell’omonimo giornalista che a fine giugno andrà invece a ingrossare le fila del nuovo quotidiano di Antonio Padellaro, sarà la Gunther corporation che toglierà a Soru un po’di patemi. L’industriale di Sanluri potrà così dedicarsi anima e corpo al risanamento della Tiscali, cosa che a detta di chi gli sta vicino ora più gli sta a cuore, senza con questo rinnegare la gramsciana mozione degli affetti che lo portò, con Veltroni regnante, ad addossarsi senza troppi pensamenti i destini dell’Unità.
L’ingresso del pisano, ma soprattutto dei suoi soldi, servirà a dare ulteriore tranquillità ai giornalisti, già provati da un durissimo piano di ristrutturazione. Nonché consentire a Concita De Gregorio di confermare, se non incrementare, i buoni risultati di una gestione che sta facendo veleggiare il giornale al di sopra delle 50mila copie. E forse anche, ma qui bisogna andare cauti visto che siamo entrati in piena stagione congressuale, convincerà il Pd a sostenere la testata con una convinzione maggiore di quanto non dicano i 300 abbonamenti sottoscritti in questi mesi, meno della metà di quelli comprati dai cugini della Cgil. Ma per Mian quello dell’Unità non è il solo fronte aperto. Sul sito Iotifopisa. com si susseguono gli appelli dei sostenitori della squadra perché ne riprenda in mano le sorti. Aveva venduto il Pisa nel 2005 per rilevare la gloriosa Pontedera Calcio, affidandola alle cure manageriali dell’attrice hard pisana Valentie Demy, della ballerina di lap dance polacca Karolcia e del rapper di colore britannico Prodigal 1. Rivelando così, senza infingimenti, il palazzo Grazioli che alberga in ognuno di noi.