Varie, 25 giugno 2009
DALLA BCE 442 MILIARDI ALLE BANCHE
Ha riscosso un successo superiore alle previsioni la prima operazione di rifinanziamento a 12 mesi della Banca centrale europea. La Bce ha concesso alle banche prestiti per 442 miliardi di euro con l’obiettivo di raffreddare le tensioni nel sistema finanziario. Tuttavia, molti osservatori ieri si chiedevano se e quanto questa misura aiuterà l’economia reale.
L’operazione è l’ennesima nuova straordinaria misura di politica monetaria di questi ultimi due anni. Un’asta di rifinanziamento normale si limita tendenzialmente a fornire liquidità in cambio di titoli in garanzia su un periodo relativamente corto, fino a tre mesi, a un tasso d’interesse non prefissato.
Il pronti contro termine di ieri, che era già stato preannunciato in maggio, è avvenuto invece su un periodo lunghissimo, 12 mesi, a un tasso d’interesse fisso (1%) e con l’impegno della Bce ad accettare tutte le richieste senza limiti. L’istituto monetario ha quindi prestato 442 miliardi di euro a un totale di 1.121 banche: un doppio record.
Normalmente alle operazioni di rifinanziamento partecipano circa 400-500 istituti di credito sui 2.100 che hanno la possibilità di chiedere denaro alla Bce. A titolo di confronto bisogna segnalare che al momento della nascita della zona euro, a un’asta di pronti contro termine del gennaio 1999 parteciparono 1.068 banche.
Anche l’ammontare,superiore alle attese del mercato, è un primato. L’operazione più generosa effettuata finora era ammontata a 348,6 miliardi di euro: si svolse nel dicembre 2007, a cavallo dell’anno e su un periodo di due settimane. Ai tempi, il costo del denaro era a livelli assai più elevati di oggi, al 4 per cento.
I risultati dell’asta di ieri sono significativi. Le banche hanno deciso di approfittare di un’operazione particolarmente conveniente, tenuto conto del tasso d’interesse molto basso.
Non è sorprendente se nel contempo le richieste di denaro a breve termine, vale a dire a tre e sei mesi, siano calate.
«Le banche- spiegava ieri Julian Callow, di Barclays Capital - sono lunghe in termini di liquidità: e ciò implica un calo dei tassi d’interesse». Il prestito della Bce al sistema bancario rappresenta il 5% del prodotto interno lordo della zona euro, mentre - secondo Citigroup l’esposizione dell’istituto monetario nei confronti delle banche sale a 897 miliardi di euro.
Con questa misura non convenzionale di politica monetaria, l’obiettivo del consiglio direttivo della Bce è di calmare le tensioni sul mercato monetario, rassicurare gli istituti di credito, incitarli a prestarsi denaro con maggior fiducia reciproca, e soprattutto rimettere in moto i prestiti alle imprese e in generale all’economia reale.
«Non sono sicuro che questa misura permetterà di migliorare le condizioni di finanziamento delle aziende. Dipenderà - afferma Jürgen Michels, economista di Citigroup - dalle banche se tassi d’interesse più bassi verranno trasferiti alla clientela. Se ciò non succederà la Bce sarà costretta a intervenire acquistando obbligazioni direttamente sul mercato».
Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo dell’istituto monetario, ha esortato gli istituti di credito a trasferire il denaro all’economia. Dopo aver pronunciato un discorso all’università di Roma, il banchiere centrale ha sottolineato che l’operazione di ieri «dovrebbe rassicurare le banche », cui ora spetta «fare prestiti alle imprese».
Bini Smaghi ha smentito che il maxi pronti contro termine serva ad aiutare le istituzioni finanziarie. Piuttosto serve a sostenere il mercato e quindi l’economia. E ha aggiunto: «L’enorme espansione diliquidità dovrà chiaramente essere eliminata rapidamente per evitare che si riproducano sul mercato gli stessi fenomeni avvenuti con la bolla speculativa».
La Bce ha già deciso di effettuare da luglio acquisti di obbligazioni garantite per un totale di 60 miliardi di euro. Per ora, non ha intenzione di fare di più. Cambiamenti su questo fronte dipenderanno dal successo dell’operazione di ieri, che verrà ripetuta almeno altre due volte, in settembre e in dicembre.