Roberto Seghetti, Panorama, 25 giugno 2009, 25 giugno 2009
”Adesso basta”: di fronte a 150 amministratori delegati e 500 manager delle principali compagnie aeree del mondo, riuniti a Kuala Lumpur per l’assemblea della Iata (organizzazione mondiale del trasporto aereo), l’ad Giovanni Bisignani ha battuto i pugni sul tavolo contro gli aumenti delle tasse governative e delle tariffe aeroportuali
”Adesso basta”: di fronte a 150 amministratori delegati e 500 manager delle principali compagnie aeree del mondo, riuniti a Kuala Lumpur per l’assemblea della Iata (organizzazione mondiale del trasporto aereo), l’ad Giovanni Bisignani ha battuto i pugni sul tavolo contro gli aumenti delle tasse governative e delle tariffe aeroportuali. Bisignani ha riferito numeri allarmanti sul business del volo: 80 miliardi di dollari di fatturato in meno previsti nell’intero settore quest’anno; 10,4 miliardi di dollari di perdite nel 2008 e altri 9 previsti per quest’anno; 40.000 posti di lavoro tagliati e altri 60.000 in procinto di esserlo; 50 compagnie sospese dalla Iata per problemi finanziari e altrettante mature per subire la stessa sorte. Secondo alcune indiscrezioni, l’ultima sarebbe stata l’Air Senegal. Sono in difficoltà anche i colossi indiani e canadesi. Il tutto condito con un calo del 20% del trasporto merci mondiale e dell’8% per cento dei passeggeri. Un dato più significativo, quest’ultimo, se viene scorporato. ’Facciamo i soldi con i posti sul muso e copriamo le spese con la coda” ha ricordato Bisignani, precisando però che nei primi mesi del 2009 il calo dei passeggeri ricchi è stato del 19%. Risultato: le entrate delle compagnie sono scese del 39%. ” la peggiore crisi in 65 anni della Iata” ha detto Bisignani, ricordando che ciò è ancora più grave se si pensa che dal 2001 le compagnie hanno già tagliato costi per miliardi di euro.