Alessandra Puato, Corriere Economia, 19/01/2009, 19 gennaio 2009
ANDREA TOMAT, IL NUOVO LEADER DEGLI INDUSTRIALI
Lo definiscono un tessitore, uno che tiene tutti insieme, un friulano silenzioso che conosce le leve della comunicazione ma non si sbraccia; uno che, per intendersi, non si spenderebbe mai con enfasi per entrare in Alitalia con la cordata del Nord Est, come ha fatto il suo predecessore Andrea Riello. A chi gli chiede con chi si colloca politicamente, risponde: «Con Confindustria».
E ammette lui stesso: «Andrea è una persona determinata ma ha uno spirito un po’ più autocratico di me, che ho la tendenza alla costruzione di consenso».
qui la prima differenza di Andrea Tomat, il nuovo presidente di Confindustria Veneto, con l’imprenditore omonimo che va a sostituire sulla poltrona forse più spinosa di Confindustria : nello stile «più prudente, meno pasdaran», dicono a Treviso. La seconda è calcistica: Tomat («con l’accento sulla o», precisa) tiene l’Inter e Riello il Milan. Uno spartiacque per mister Lotto, che ha iniziato rilevando da manager il gruppo di calzature dove lavorava e ha finito col mettere le sue scarpe dal tacchetto rotante ai piedi della Nazionale di calcio olimpica.
«Gioco da mediano», dice. Ora dovrà alzare la voce e il tiro per farsi sentire a Roma, visto che il suo obiettivo è «fare del Veneto un benchmark, un battistrada, un esempio per il Paese». Significa insistere, in partita nazionale, su due dossier delicati, il federalismo fiscale e gli ammortizzatori sociali, senza scontentare la base né provocare fratture con Confindustria e governo.
Da venerdì 16 gennaio l’udinese Tomat, già presidente degli industriali di Treviso, presidente uscente della Fondazione Nord Est e attuale presidente, direttore generale nonché azionista di Lotto Sport Italia e Stonefly, è ai vertici dell’associazione che raduna 10.719 imprese delle sette province venete. stato eletto all’unanimità, con il consenso persino di Vicenza, la storica rivale di Treviso, guidata ora da Roberto Zuccato e prima da Massimo Calearo che bloccò la corsa del trevigiano Nicola Tognana a Viale dell’Astronomia.
Proprio con la vicenda Tognana, nel 2004, Tomat si fece notare per abilità relazionale. Si era ai tempi della successione ad Antonio D’Amato e Tognana era il candidato di Treviso contro Luca di Montezemolo. Perse, ma nonostante la sconfitta Tomat riuscì a tenere l’area trevigiana come interlocutore di Confindustria, nel cui direttivo entrò.
L’investitura
Ora l’investitura ai vertici dell’associazione regionale, avvenuta con la benedizione dei tre ministri veneti Paolo Sacconi, Luca Zaia e Renato Brunetta con i quali Tomat dice di «trovarsi in linea», può dirsi da carriera fulminante, visto che il patron della Lotto è stato eletto a Treviso, sconosciuto, cinque anni fa; ma non è una sorpresa. Fu proprio l’associazione provinciale guidata da Tomat a pronunciarsi, per prima, all’unanimità su Emma Marcegaglia presidente di Confindustria; e proprio a Treviso Marcegaglia scelse di debuttare, neoe-letta, il 24 maggio 2008.
una nomina senza scossoni, diversamente da quella di Riello, che suscitò qualche mal di pancia. Ma il compito è difficile: far pesare di più il Veneto in Confindustria in questo momento di crisi, spingendo su federalismo, ammortizzatori sociali e credito alle imprese.
Le tre partite
Sono i tre punti chiave di Tomat, oltre all’alta velocità nel Nord Est. Non a caso uno dei suoi due vice è Antonio Favrin, presidente degli industriali di Venezia e di Marzotto, profilo di ristrutturatore: ha l’incarico di tenere i rapporti con banche e Confidi. L’altro è l’imprenditore padovano Luca Barbini, «al quale chiederò – dice – di occuparsi del capitale umano con due obiettivi: dare copertura alle categorie non garantite e ricollocare i lavoratori».
L’idea, nella regione che ha un tasso d’industrializzazione del 39% contro il 31% nazionale, è ricalcare l’esperimento di Treviso: quando, per fronteggiare la crisi degli elettrodomestici, gli industriali guidati da Tomat, con enti locali e sindacati, proposero formazione e re-impiego ai lavoratori: «Si provvide insieme non solo all’erogazione di un reddito ma anche alla riqualificazione », ricorda lui.
Quanto al federalismo fiscale: «Serve un uso più appropriato e responsabile di risorse e fondi pubblici», dice. Confindustria frena? «No, non si può cambiare in pochi mesi. I passi vanno in quella direzione. Bisogna tenere altissima l’attenzione sulle aree a statuto speciale, ci attiveremo per eliminare le distonie mantenute attraverso i sussidi».
Il fronte interno
L’altro fronte è interno: superare le divisioni fra le associazioni provinciali e fare di Confindustria Veneto il coordinatore.
«Dobbiamo unificare i servizi e diminuire i costi», dice Tomat. Percorso complesso: le sette provincie finora si sono tenute strette persino il numero degli associati, senza contare i bisticci dell’una o dell’altra con il governatore Giancarlo Galan.
Figlio di un ferroviere, sposato alla compagna d’università Paola, due figli grandi, casa a Montebelluna, laurea in economia aziendale a Cà Foscari dove ha «accarezzato il sogno di carriera accademica», Tomat è il manager diventato imprenditore; è il prototipo, svezzato, del fai-da-te del Nord Est. Rilevò Stonefly nel ’98 con Adriano Sartor, in management buy out e con il sostegno di Veneto Banca. L’anno dopo, con Franco Vaccari di Dolomite e Giancarlo Zanatta di Tecnica, acquistò il marchio Lotto, quando l’azienda si avviava al concordato preventivo.
Ora Lotto vende in 80 Paesi e Stonefly se la vede con la Geox di Moretti Polegato, il concorrente dell’altro lato della strada: l’opposto di Tomat per mondanità.
Il Veneto è grande elettore di Confindustria e la veronese Marcegaglia ha stabilimenti a Padova e Rovigo. L’«appartenenza territoriale», che Tomat rivendica, avrà un ruolo cruciale. L’importante è che, a Roma, non resti un limite.
Figlio di un ferroviere, è il manager diventato imprenditore, il prototipo del fai-da-te. Fu il primo a sostenere Marcegaglia
Voglio fare del Veneto un battistrada, un esempio per il Paese. Bisogna dare copertura alle categorie non garantite, insieme con gli enti locali e i sindacati Andrea Tomat, classe 1957, presidente della Lotto