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 2009  gennaio 19 Lunedì calendario

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA – L’altra sera ha lasciato il suo posto a Stamford Bridge a un quarto d’ora dalla fine, con un’espressione al solito imperscrutabile.
Il suo Chelsea era sotto di un gol con lo Stoke, che è terzultimo in Premier League. Così Roman Abramovich si è perso la rimonta: Belletti all’ 88’ e il bravo ragazzo Lampard al quarto e ultimo minuto di recupero. Ma la notizia non è il risultato salvato in extremis: il Chelsea che ha vinto la partita rischia di perdere il proprietario. Da tempo circolano voci sul desiderio di Abramovich di disimpegnarsi e ieri è sceso in campo il Sunday Times, secondo il quale l’oligarca russo ha spedito i suoi consiglieri nel Golfo per sondare la possibilità di vendere il club a qualche emiro o sceicco. Sarebbero stati segnalati nel Dubai e in Arabia Saudita. L’articolo è firmato del
business editor del settimanale, che le sue informazioni le trova nella City.
La leggenda vuole che Roman avesse deciso di acquistare i Blues dopo aver visto una partita in tv: «Divertente, voglio anch’io una squadra». Era il 2003 e l’allora semisconosciuto russo si prese la squadra londinese per 60 milioni di sterline, accollandosi il passivo di 80 milioni. In cinque stagioni ha speso altri 700 milioni almeno e in cambio ora può ammirare una discreta collezione di trofei.
Però da tempo sembra non eccitarsi più tanto. E soprattutto il suo portafogli è stato ridimensionato non poco dalla crisi finanziaria: la Rich List stima che abbia perso almeno 3 miliardi, il che significa che gliene restano pur sempre 8. Ma gli analisti sospettano che possa avere problemi di liquidità a breve termine. I Paesi del Golfo, da Abu Dhabi a Dubai, sono diventati la «mucca da latte» (dollari) del calcio inglese e sono loro i soli a potersi permettere una transazione del genere: si parla di una cifra sugli 800 milioni.
Fonti del Chelsea rispondono che l’idea è « total nonsense
». Il general manager Peter Kenyon, rispondendo ai tifosi in ansia sul sito ufficiale del club, ha prima giurato che sono «solo speculazioni, io posso assicurare, a nome di Abramovich, che non c’è alcuna intenzione di vendere, tutte sciocchezze». Poi ha messo su un comunicato in cui annuncia «un’azione legale per diffamazione contro le voci false diffuse dal Sunday Times ».
Però ci sono altri segnali secondo i quali Roman potrebbe essersi davvero stancato dell’avventura inglese. Qualche settimana fa un giudice dell’Alta Corte di Londra, in una sentenza per una vertenza commerciale, ha scritto che «il signor Abramovich nel 2007 ha trascorso solo 57 giorni pieni nel Regno Unito; il periodo consecutivo più lungo non ha superato gli 11 giorni durante i quali è stato visto quattro volte allo stadio. In pratica passa da Londra solo per il Chelsea, viaggia 15 giorni al mese in media e non risiede qui».
E se poi, quando va a Stamford Bridge, deve anche aspettare il 94’ per battere lo Stoke, magari ha ragione di non divertirsi più.
Guido Santevecchi