Wall Street Journal, 19 gennaio 2009, 19 gennaio 2009
Dal 1° gennaio 2008 in Cina è entrata in vigore la Labor Contract Law, che ha introdotto qualche garanzia legale per i lavoratori: licenziamenti più difficili, liquidazione per chi perde il posto, divieto di discriminazione
Dal 1° gennaio 2008 in Cina è entrata in vigore la Labor Contract Law, che ha introdotto qualche garanzia legale per i lavoratori: licenziamenti più difficili, liquidazione per chi perde il posto, divieto di discriminazione. Ma con la crisi nessuna azienda ci sta più badando. L’industria manifatturiera cinese è in contrazione da sei mesi. Da gennaio a ottobre 2008 nella provincia produttiva del Guangdong hanno chiuso 15.661 aziende, 8.500 solo a ottobre. Per evitare i fallimenti Bejing ha permesso alle aziende di sospendere l’obbligo del salario minimo e il pagamento dei contributi. Le imprese chiedono di potere disapplicare anche la Labor Contract Law. Già lo stanno facendo, dicono i media. C’è il caso dello stabilimento della Shatangbu Yifa Rubber & Hardware Factory, nella regione dello Shenzen. L’azienda – che ha sede ad Hong Kong – ha chiuso la fabbrica, i manager se ne sono andati. I 300 lavoratori pretendono la liquidazione, prevista dalla nuova legge, ma non hanno interlocutori. Tanti di loro sono immigrati, venuti dalle campagne, che non hanno i soldi per tornare a casa.