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 2008  ottobre 16 Giovedì calendario


MANDAL Antonino Villabate (Palermo) 25 marzo 1939. Mafioso, detenuto dal 25 gennaio 2005. Imprenditore

MANDAL Antonino Villabate (Palermo) 25
marzo 1939. Mafioso, detenuto dal 25 gennaio 2005.
Imprenditore. Detto ”l’Avvocato”, ma ha solo la
laurea in Legge. Nato da Nicolò e Angela Gandolfo,
sposato due volte, con figli (vedi Nicola Mandalà)
• Da sempre un piede nella politica (per incominciare
come attivista della Democrazia
cristiana, nel senso che procurava i voti dei mafiosi
al partito), e uno negli affari (nel 79 come socio
della Sicula Brokers, società di brokeraggio
assicurativo, insieme a Enrico La Loggia, Renato
Schifani e Benny D’Agostino. Condannato per concorso
esterno in associazione mafiosa, tra l’altro
ospitava i latitanti e controllava la spartizione degli
appalti pubblici). Nel 94 fondatore del primo
club di Forza Italia a Villabate (in tempo per assicurare,
lo stesso anno, la poltrona di sindaco a
suo nipote Giuseppe Navetta), negli stessi anni, secondo
gli inquirenti, si dedica per conto di Cosa
Nostra, in particolare dei mandamenti di Caccamo
e Villabate, alla ”messa a posto delle imprese”
(che per aggiudicarsi gli appalti pubblici
dovevano prima passare per i mafiosi, vedi GIUFFR
Antonino), quando facendo da intermediario
quando, con le cattive, convincendo le imprese in
gara a fare offerte basse per agevolare le imprese
messe a posto (in particolare nella gara bandita
nel 97 a Catania per la costruzione di un residence
universitario). Nel 97 si dedica anima e corpo alla
creazione a Villabate del più grande ipermercato
Auchan di tutta l’isola, con annessa multisala della
Warner Bross (il progetto di esecuzione è di una società
romana, la Asset Development), dandosi da
fare per ottenere la necessaria variante al piano
regolatore. Ma il 6 giugno 1998 viene arrestato per
la questione della ”messa a posto”, per associazione
mafiosa (nel 99 il Consiglio comunale di Villabate
viene sciolto per mafia dal governo di centrosinistra).
Scarcerato due anni dopo per
decorrenza dei termini, riprende il progetto, in
attesa della variante, rastrellando terreni nella
zona dove dovrebbe sorgere il centro commerciale.
«Quando c’era un proprietario che un attimino
storceva la testa, Pitarresi lo andava a trovare
e gli spiegava che era una cosa che voleva
Mandalà e che si doveva fare» (Francesco Campanella,
pentito, già presidente del consiglio Comunale
di Villabate, al tempo dei fatti consulente
per lo sviluppo locale del sindaco). Nel 2001 mette
nero su bianco un accordo col procuratore della
Asset Development, che riconosce una percentuale
a Nino Mandalà e soci per l’intermediazione
(tre miliardi tutti per Mandalà padre e figlio), si impegna
ad affidare i lavori alle società da loro indicate,
e ad assumere nella misura del 20 per
cento i dipendenti che diranno loro. Nel 2002
passa a Villabate l’approvazione per il centro commerciale
(sarà Campanella a distribuire a chi l’ha
fatta passare la tangente versata dalla Asset Development),
ma poi tutto si ferma in Regione. Per
il resto non si sa come siano andati i fatti con certezza,
perché un pentito dice una cosa, uno ne
dice un’altra. Si sa con certezza che contemporaneamente
nel quartiere di Brancaccio il boss Guttadauro
(vedi scheda), si stava dando da fare per la
creazione di un centro commerciale Carrefour
(che avrebbe fatto concorrenza ad Auchan), e chi
dice che Totò Cuffaro, allora presidente della Regione,
voleva 5 miliardi per concedere la variante
per Villabate, chi dice che Brancaccio gliene
aveva offerti cinque per darla a loro la variante.
Sta di fatto che nel 2003 Cuffaro viene indagato per
concorso esterno in associazione mafiosa (ma per
altri fatti, vedi ARAGONA Salvatore), nel 2004 il
comune di Villabate viene sciolto di nuovo (questa
volta dal governo di centrodestra), e il 25 gennaio
2005 Mandalà viene arrestato nel corso dell’operazione
’Grande Mandamento” (82 le persone indagate
come fiancheggiatori dell’allora latitante
Bernardo Provenzano) • stato con dannato in
primo grado il 27 aprile 2007, a otto anni, per le accuse
del 98. Nel frattempo, nel 2006, la commissione
prefettizia ha ridotto l’area destinata al progetto
della Asset Development da 16 a 4 ettari e
mezzo • Parlando, intercettato dalla polizia, con
Simone Castello (imprenditore, smistava i pizzini di
Bernardo Provenzano per tutta la Sicilia), gli racconta
di avere fatto piangere Enrico La Loggia
(vedi), dicendogli: «Enrico tu lo sai da dove vengo
e che cosa ero con tuo padre... io sono mafioso
come tuo padre, perché con tuo padre me ne andavo
a cercare i voti vicino a Villalba da Turiddu
Malta che era il capomafia di Vallelunga… Ora lui
c’è, ma lo posso sempre dire io che tuo padre era
mafioso» • L’11 maggio 2008 ha fatto scandalo il
giornalista Marco Travaglio, comparendo nella
trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio
Fazio, per ricordare che il neo presidente del Senato
Renato Schifani aveva fondato la Sicula Brokers
e aveva scelto, tra i soci, Nicola Mandalà.
[Paola Bellone]