Paolo Brogi, Corriere della Sera 4/9/2007, 4 settembre 2007
Alessandro Benedetti, un giovane agente della gendarmeria vaticana di 26 anni, originario di Foligno, si è sparato un colpo di pistola in testa dopo aver raggiunto di primo mattino i bagni della camerata al primo piano della caserma
Alessandro Benedetti, un giovane agente della gendarmeria vaticana di 26 anni, originario di Foligno, si è sparato un colpo di pistola in testa dopo aver raggiunto di primo mattino i bagni della camerata al primo piano della caserma. Immediatamente soccorso da un commilitone svegliato di soprassalto dalla detonazione, l’agente è stato ricoverato d’urgenza al vicino ospedale Santo Spirito dove due ore dopo è deceduto. A motivare il gesto un bigliettino ora al vaglio della magistratura vaticana. Soffriva per una delusione d’amore: così una zia ha subito interpretato il tragico gesto del nipote. A ribadirlo, subito dopo, anche il padre Vincenzo. Questo è il secondo grave fatto di sangue in Vaticano in pochi anni. La sera del 4 maggio 1998, il comandante delle guardie svizzere Alois Estermann fu trovato morto, ucciso a colpi di pistola nel salottino del suo appartamento in Vaticano. Accanto a lui i cadaveri della moglie Gladys Meza Romero e del vicecaporale Cedric Tornay. Quest’ultimo fu riconosciuto responsabile dell’accaduto dall’inchiesta del Vaticano. Corriere della Sera, 4/9/2007