Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera 21/4/2007, 21 aprile 2007
Lapidato e finito a colpi di baionetta, nel mezzo della notte, con il figlio dodicenne che piange disperato a poche centinaia di metri
Lapidato e finito a colpi di baionetta, nel mezzo della notte, con il figlio dodicenne che piange disperato a poche centinaia di metri. La sua «colpa»? Essere un suonatore di tamburo («dohl»), lo strumento classico della tradizione locale, a forma di cilindro allungato in pelle bovina, da appendere al collo e portare alle feste di paese, alle nascite e ai matrimoni, alle celebrazioni pubbliche. morto così Nazar Gul, 35 anni, figlio d’arte: il padre e il nonno erano suonatori di dohl noti in tutta la regione del Logar. Ucciso dai telebani, che con lo zelo di sempre cercano in ogni modo di imporre la loro interpretazione fanatica dell’Islam, che vieta ogni tipo di musica tranne le nenie coraniche recitate da voci strettamente maschili. Corriere della Sera, 21/4/2007