Massimo Nava, Corriere della Sera 1/4/2007, 1 aprile 2007
Davanti alla tv in una notte di primavera gli iracheni hanno riscoperto, se non l’unità, almeno il piacere del candidato unico, con un risultato plebiscitario
Davanti alla tv in una notte di primavera gli iracheni hanno riscoperto, se non l’unità, almeno il piacere del candidato unico, con un risultato plebiscitario. Ha vinto Sheda Hassoun, 26 anni: milioni di spettatori l’hanno vista piangere di gioia, avvolta nella bandiera nazionale. La «figlia della Mesopotamia», come l’ha ribattezzata la tv Al Sharqiya. Pazienza se si trattava solo di un concorso tv. Panarabo, con partecipanti di molte nazionalità e finale in diretta da Beirut su Tv Futuro, venerdì sera a partire dalle 21 e 5 minuti. Titolo: l’Accademia delle stelle, un mix tra Amici e il Grande Fratello. Pazienza se Sheda è un’irachena che non ha mai vissuto in Iraq ma ha studiato a Parigi, ama lo sci d’acqua, la salsa e Antonio Banderas: abita a Rabat, sua madre è marocchina, il padre lavorava alla radio nazionale a Baghdad. Sheda ha ottenuto 8 milioni di sms (catalizzando le simpatie di spettatori dal Kuwait e dalla conservatrice Arabia Saudita). Democrazia via telefonino. Corriere della Sera, 1/4/2007