Maria Silvia Serra - Elvira Sacchi, Corriere della Sera 3/2/2007, 3 febbraio 2007
Adesso sono nei guai. Dolce & Gabbana hanno fatto arrabbiare anche la Cgil. E il ministro dei Diritti e delle pari opportunità
Adesso sono nei guai. Dolce & Gabbana hanno fatto arrabbiare anche la Cgil. E il ministro dei Diritti e delle pari opportunità. E tredici senatori. E Amnesty International. E la Camera della Moda. E svariati assessori comunali e provinciali. E, prima ancora, il governo spagnolo. Colpevole una fotografia firmata dai due stilisti, in cui un ragazzo a torso nudo tiene inchiodata una donna a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi sotto lo sguardo impassibile di altri uomini. Secondo Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda, atteggiamenti come quelli dei due stilisti sarebbero alla base del recente attacco del New York Times di fare una «moda da prostitute». Ora si attende la reazione del Giurì per l’Autodisciplina pubblicitaria. Corriere della Sera, 3/2/2007 Il sessismo, cari sindacalisti, cari moralisti zapateristi, cari senatori dell’Ulivo, è nell’ortodossia para religiosa della nostra epoca, è il sentimento guida, con o senza profilattico, nella versione gay e in quella eterosessuale, della nozione moderna e riscattata, emancipata, alla moda, di amore. In una società defamiliarizzata, orgogliosamente consegnata alle trappole desideranti del libertinismo di massa, in un mondo in cui alla gente viene da ridere al solo sentire parole come castità, fidanzamento, matrimonio, amore coniugale, complementarietà di uomo e donna, mutande e calzoni si vendono meglio così. La pubblicità di Dolce&Gabbana è provocatoria e volgare, questo è certo, ma perfettamente corrispondente alle vostre fisime libertarie, cari moralisti dell’ultim’ora. Il Foglio, 3/3/2007