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 2007  settembre 04 Martedì calendario

APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 14 APRILE 2008 ALITALIA

Liquidi sufficienti per arrivare fino a giugno, il crollo delle prenotazioni potrebbe farla chiudere prima. Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, aspetta il nuovo governo per chiudere la trattativa, senza l’accordo è impossibile un prestito ponte (sarebbe un aiuto di Stato e l’Ue farebbe scattare la procedura d’infrazione). Unica alternativa, a meno che non si materializzi in extremis la cordata italiana, il commissariamento (con balzo degli esuberi da 2.000 a 7.000). [1]

BUROCRAZIA. Si dice: per costituire un’impresa da noi ci vogliono 15 giorni, negli Stati Uniti bastano dieci minuti su Internet. [2] A settembre il ministro Di Pietro si lamentò: «Dopo la mia firma un atto del ministro ha ”bisogno” di altre 42 firme, che senso ha?». [3] Il sistema, oltre che inefficiente, è pure carissimo: 5.564 euro l’anno a testa secondo i dati della Cgia di Mestre, di più spendono solo i francesi, 5.765 euro, ai britannici ne bastano 5.182, ai tedeschi 4.114, agli spagnoli 3.247. [4]

CONTI PUBBLICI. Gli interessi sul debito pubblico costano agli italiani 1.141 euro l’anno (agli spagnoli ne bastano 379). [4] L’Fmi prevede un rapporto deficit/Pil al 2,5% sia per il 2008 sia per il 2009. [5] Nel 2008 non ci sarà nessun ”tesoretto”: un nuovo surplus di gettito tributario c’è; ma andrà a compensare gli effetti negativi della minor crescita. Chiunque vada al governo dovrà inoltre fare i conti con gli imprevisti 300 milioni spesi per le elezioni e i 600 per i rifiuti in Campania. [6]

ECONOMIA. Tra i paesi industrializzati ed emergenti, l’Italia è in coda in tutte le previsioni di crescita: nel 2008 e 2009 il Pil crescerà solo dello 0,3%. Nella lista delle cosiddette ”economie avanzate”, pubblicata dall’Fmi, dovrebbe far peggio solo l’Islanda (+0,1% nel 2008). L’inflazione sarà in linea con il resto dell’Europa, la disoccupazione addirittura inferiore (nel 2009 5,8% contro 5,9%). [5] Secondo Carlo De Benedetti non usciremo dalla crisi prima del primo trimestre 2009. [7]

EDUCAZIONE. A febbraio il Financial Times parlò di sistama «particolarmente fradicio». [8] L’ambasciatore statunitense Ronald Spogli: «Negli Usa sette studenti universitari su dieci ritengono che il futuro dipenda da fattori che rientrano nel loro controllo. In Italia la stessa percentuale è convinta che questi fattori siano incontrollabili». [9] Accanto al problema dell’istruzione c’è quello della ricerca. Corrado Passera, ad di Intesa SanPaolo: «Gli investimenti in ricerca vanno detassati completamente». [10]

ENERGIA. Costretti a comprare più dell’80 per cento dell’energia dall’estero, la dipendenza quasi esclusiva da petrolio e gas fa sì che il nostro prezzo di 1 chilowattora sia per il 32 per cento superiore alla media europea. [11] Secondo Fulvio Conti, ad dell’Enel, «il nucleare è la risposta per avere energia abbondante a basso prezzo e nel pieno rispetto dell’ambiente» ma è indispensabile una «riforma del titolo V della Costituzione che rimanda alle Regioni e ai Comuni le decisioni sull’energia». [12]

IMMIGRAZIONE. In pochi anni siamo divenuti un Paese ad alta presenza di stranieri (oltre il 6% della popolazione). Insieme è montata la paura dello ”straniero”: il 47% degli italiani considera gli immigrati un pericolo. [13] L’incapacità dei governi di elaborare una seria politica dell’immigrazione ha delegato nella pratica ai preti la questione sociale più importante degli ultimi vent’anni. Curzio Maltese: «A Milano, personaggi come don Colmegna svolgono di fatto il ruolo di ”sindaci ombra”». [14]

INFRASTRUTTURE. L’Italia è da sempre carente di infrastrutture: la Francia ne ha il doppio, la Gran Bretagna il triplo. [15] L’assegnazione a Milano dell’Expo 2015 è una grande occasione. Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance: «Rappresenta la miccia che darà il via alla creazione di infrastrutture di livello europeo». [16] Il nuovo governo dovrà evitare che l’occasione vada sprecata. Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb: «Basta scegliere le persone giuste e la corruzione non c’è». [17]

LAVORO. Il nuovo governo dovrà mettere mano alla riforma dei contratti. Le imprese minacciano di andare avanti senza i sindacati, rivolgendosi «direttamente ai propri dipendenti» per definire unilateralmente aumenti retributivi ecc. I sindacati paventano una ”giungla contrattuale”. [18] C’è poi il problema della sicurezza: dal 2000 in Italia abbiamo avuto 944 vittime sul lavoro contro le 804 della Germania e le 743 della Francia. Entrambe le questioni s’intrecciano con quella del precariato. [19]

LIBERALIZZAZIONI. «Liberalizzazioni, avanti tutta» ha annunciato il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà. Pier Carlo Padoan (Ocse) ha però avvertito: «Se nella prossima legislatura si fanno le liberalizzazioni, come ritengo urgente per riprendere a crescere, vanno fatte tutte insieme». Federico Fubini: «Chi subisce i costi da accresciuta concorrenza, sia taxi, farmacia o studio professionale, li accetterà più facilmente se vede subito un vantaggio sui costi dell’energia o dell’Rc auto». [20]

MAFIA. La giustizia arranca: è recente l’immagine dei 12 boss del racket rimessi in libertà perché un giudice ha impiegato 8 anni per scrivere una sentenza. Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia: «Vorrei che alla fine di questa campagna elettorale pronunciassero tutti un appello bipartisan perché, chiunque vinca, il prossimo governo si impegni a fare due cose: rendere certa la pena e scatenare un attacco concreto al cuore vero dei patrimoni mafiosi accumulati illegalmente». [21]

MALPENSA. «Berlusconi ha proposto di fare il primo Cdm a Napoli per l’emergenza rifiuti e io dico che va bene, ma poi il secondo bisogna farlo a Malpensa» ha detto Roberto Maroni. [22] Il recente taglio di Alitalia comporta per l’aeroporto inaugurato 10 anni fa 44mila voli e sei milioni di passeggeri in meno l’anno. I movimenti valigie sono stati dimezzati, 900 dipendenti della Sea sono in cassa integrazione, altri 300 sono stati prepensionati, 400 lavoratori interinali hanno perso il posto. [23]

MEZZOGIORNO. Il pil del Sud è lo stesso del 1995, «quindi siamo andati indietro», ha detto di recente Montezemolo, presidente uscente di Confindustria. Carlo De Benedetti: «Sono da 40 anni in Confindustria e non ho mai visto prendere una posizione se non fare grande retorica. Montezemolo e Lo Bello hanno detto che chi ha rapporti con la mafia viene sbattuto fuori: è un passo importante, i giovani hanno voglia di cambiare. Credo che qualcosa si stia muovendo. Certo, c’è anche la spazzatura...». [24]

NOMINE. Il prossimo governo dovrà scegliere i grandi capi delle maggiori società a partecipazione pubblica. Eni, Enel e Finmeccanica sono guidate dagli amministratori delegati Paolo Scaroni, Fulvio Conti e Pier Francesco Guarguaglini (quest’ultimo è anche presidente di Finmeccanica). Presidenti di Eni ed Enel sono invece Roberto Poli e Piero Gnudi, in carica da due mandati. Non rientrano in questa partita di nomine Terna, dove il Tesoro non ha una quota diretta, e le Poste, in attesa della quotazione. [25]

PENSIONI. Questione degli scaloni a parte, il prossimo governo dovrà affrontare il problema anche dalla parte dei giovani: come si intende mettere mano ad una riforma del sistema contributivo che consenta ai lavoratori di oggi - precari o flessibili - di avere una continuità nei versamenti previdenziali in modo da avere in futuro una pensione decente? Si vuole, al di là degli sforzi già compiuti, incentivare il passaggio ai vari fondi pensione? Sono alcune delle domande che attendono risposta. [26]

POLITICA ESTERA. Il prossimo governo dovrà decidere se rinforzare il contingente in Afghanistan (gli americani hanno chiesto agli alleati 3.000 uomini in più). [27] C’è poi la questione della cosiddetta ”difesa europea”. Angelo Panebianco: «I Paesi che non saranno pronti a investire risorse su questo (costoso) fronte saranno tagliati fuori dal club degli stati europei influenti». Problema: quando sono necessari tagli di bilancio, il settore della difesa è sempre il primo a essere colpito. [28]

REDDITI. Gli italiani guadagnano la metà dei britannici, ma anche meno di greci e spagnoli. La colpa è del cuneo fiscale, che prende il 45,9% dello stipendio lordo. [29] Nel decalogo presentato il mese scorso, Montezemolo ha chiesto una riduzione del 5% [30], precisando che Confindustria vuole «pagare di più chi lavora e produce di più». [31] De Benedetti: «In Italia dal 2002 la produttività è ferma e sono fermi anche i salari. Quindi quello che bisogna fare è rimettere in moto la produttività». [32]

RIFIUTI. «Il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli. Il mio posto di lavoro sarà qui finchè non sarà avviata la soluzione per il ritorno di Napoli e della Campania alla normalità», ha detto Berlusconi durante la campagna elettorale. [33] L’incarico a De Gennaro scade il 10 maggio. [34] L’espresso: «Prima di lui, anche un duro come Guido Bertolaso dovette arrendersi. E se falliscono gli unici funzionari credibili di cui lo Stato dispone, chi mai potrà ripulire la Campania?». [35]

RIFORME ISTITUZIONALI. Poiché la spesa pubblica corrente, tolti gli interessi, assorbe il 39,6% del Pil, nel decalogo presentato il 3 marzo Montezemolo ha chiesto una nuova legge elettorale che riduca i parlamentari e l’abolizione delle Province. [30] «Per risolvere i gravissimi problemi che affliggono il Bel Paese serve l’assetto politico giusto. Secondo noi questo assetto non è di destra o di sinistra, ma trasversale», ha detto ad alcuni imprenditori italiani l’ambasciatore Usa Ronald Spogli. [9]

TASSE. La pressione fiscale in Italia ha raggiunto secondo l’Istat il 43,3% ( più alta solo nel 1997 per via dell’eurotassa). [36] Secondo Eurostat il livello di tassazione implicita sulle imprese raggiunge in Italia il 37,3%. Giuseppe Roma: «Un dato che ci colloca al secondo posto dopo la Germania. Ma, a differenza della nostra, la struttura industriale tedesca è prevalentemente costituita da grandi gruppi capaci di difendersi dalle tasse». [37] Risultato: l’evasione ammonta ad almeno 80 miliardi. [38]