Il Manifesto 3 aprile 2008, Luca Cardinalini, 3 aprile 2008
Poche nascite, niente squadre giovanili. Il Manifesto 3 aprile 2008 Benedetto, in questo caso, il calo demografico
Poche nascite, niente squadre giovanili. Il Manifesto 3 aprile 2008 Benedetto, in questo caso, il calo demografico. Gerano è un comune della provincia di Roma, poche curve dopo c’è l’Abruzzo. A viverci, poco più di 1200 anime. Nel paesino hanno anche messo su una squadra di calcio, che gioca dignitosamente in Prima categoria. E in quanto tale dovrebbe avere anche, obbligatoriamente, una squadra nel campionato juniores o allievi o giovanissimi. Insomma quanto basta per dimostrare un minimo di straccio di settore giovanile. Invece niente, oltre alla prima squadra, il Gerano non ha nulla. Così, in prima battuta, il comitato regionale decide di multare il club e deferire il suo presidente, il signor Orazio De Lellis. Il quale ha presentato ricorso, portandosi la lista delle nascite rilasciata dall’anagrafe comunale, nel lasso di tempo che va dal 1992 al 1995, sia maschi che femmine. Al giudice non è restato che prendere atto dell’esiguo numero di nascite e togliere almeno il deferimento. Stessa cosa a Vallerano, provincia di Viterbo, dove non si sono trovati ragazzini «nonostante un’attività di pubblicita’ a mezzo di volantinaggio nelle scuole, casa per casa, affissioni di manifesti su tutto il territorio». Parentesi razzismo, tanto per aggiornare il capitolo multe per cori e striscioni dedicati a calciatori di colore. E’ un po’ di tempo che il glorioso Verona salta l’obolo di 5000 euro al quale sembrava abbonato. Forse influisce il fatto che sta sprofondando in C2. Comunque il virus non ha fatto molta strada: Padova, questa settimana. Duemila euro per la Horatiana Venosa (Basilicata) e 500 per il Torbellamonaca (Lazio) per gli insulti e i «buuu, scimmione....» prolungati urlati da qualche tifoso locale. A Cava dei Tirreni, invece, sono stati esposti striscioni «offensivi verso alcuni personaggi istituzionali», quali non è dato sapere. Mille euro li pagherà la Sambenedettese, perché i raccattapalle, con la squadra in vantaggio, sembravano come imbambolati, paralizzati, impiegando tempi biblici per recuperare un pallone sul fondo. Un consiglio ai magistrati che stanno processando Moggi and company, e con loro una faccia (non delle migliori, francamente) del calcio italiano: fatevi aiutare dai colleghi del comitato regionale del Lazio. Lì le cose funzionano alla grande, loro sono delle volpi. E’ di questa settimana lo smascheramento di una colossale messinscena che avrebbe influito sulla regolarità di un bel po’ di campionati. Insomma, hanno scoperto che tal Paolino De Pasquale, terribile bomber della Torrice, era in realtà gia’ tesserato con il Pelvica di San Felice a Cancello. Capito che scandalo? E pensare che alla Torrice si sono difesi dicendo che, loro, Paolino lo avevano acquistato dalla blasonata Vallesaccadrese, ancora un’altra società. Non rimpiangeremo, per due mesi, Federico Sturabotti, centrocampista offensivo, molto offensivo, della Polisportiva Collefiorito (Lazio). Uscito vincitore dalla trasferta in casa della Nuova Leonina Pietralata, tanto era l’entusiasmo, che lo Sturabotti uscendo dal campo ha urlato: «Evviva la Germania nazista», accompagnando il concetto con un eloquente saluto romano. Due mesi di stop e deferimento per la società perché ha comunque l’obbligo di sorvegliare ed educare i propri giocatori, e non giustificarsi, come ha fatto, dicendo che «l’increscioso gesto e l’inammissibile espressione si devono alla sua giovane età e al momento di entusiasmo». Associare l’ode a Hitler a un momento di esultanza, non era venuto in mente nemmeno allo storico negazionista inglese David Irving. Il finale è per il portiere del Calangianus (Sardegna), Giuseppe Pittorru. E’ una rete annullata per lo sbandieramento del guardalinee, che scatena la sua ira. Lascia la porta e corre dritto verso l’assistente, urlandogli in faccia ogni cosa. L’arbitro vede, ascolta e decide: espulso. Qui il Pittorru si supera: «Si reca in tribuna e, dall’esterno della rete, sputa contro l’altro assistente colpendolo alla testa». Eccesso di vendetta. Luca Cardinalini