Corriere della Sera 4 aprile 2008, Paolo Valentino, 4 aprile 2008
Croazia e Albania entrano nel club Nato. Corriere della Sera 4 aprile 2008 Riceve uno schiaffo, un sorriso e un bacio in fronte, George W
Croazia e Albania entrano nel club Nato. Corriere della Sera 4 aprile 2008 Riceve uno schiaffo, un sorriso e un bacio in fronte, George W. Bush dal vertice della Nato nella capitale rumena. Gli alleati negano al presidente americano il via libera a un formale processo di adesione per Ucraina e Georgia. Ma gli tendono la mano sull’Afghanistan, dove lo slancio francese compensa le cautele tedesche, italiane e spagnole. E soprattutto, sviluppo impensabile appena un anno fa, abbracciano in toto il principio della difesa anti-missile, cruciale per l’Amministrazione americana, dando non solo l’appoggio al progetto di scudo protettivo, da installare in Polonia e Repubblica Ceca, ma anche accettando di ampliarne in futuro il raggio di copertura a tutto il territorio della Nato. Si conclude così, con gusto dolce-amaro, l’ultimo atto atlantico di Bush, cui i partner europei consentono anche di salvare parzialmente la faccia di fronte a Kiev e Tbilisi, aprendo idealmente la porta al loro ingresso nell’Alleanza e indicando perfino una data, il prossimo dicembre nell’incontro dei ministri degli Esteri, per la prima verifica sull’eventuale avvio del Membership Action Plan, il processo che definisce le condizioni dell’adesione. In cambio incassano l’inattesa apertura del presidente sulla difesa europea. Nella troppo fitta agenda del summit, si rischia di non cogliere il passaggio storico del nuovo ampliamento a Croazia e Albania, con il corollario drammatico e shakespeariano dell’esclusione della Macedonia, cui solo il nome, proprio come Romeo nel dramma del Bardo, impedisce di unirsi all’oggetto del suo desiderio. stato un vertice dai due volti. Quello a muso duro, denso di contrasti e un po’ anche di rancore, della serata d’avvio. E quello del confronto aperto, vero ma teso al compromesso, di ieri mattina. Con una scena madre, raccontata dal consigliere di Bush per la Sicurezza nazionale, Stephen Hadley, che ha visto Angela Merkel e Condoleezza Rice «circondate da una ventina di ministri degli Esteri», intente a dosare virgole e aggettivi del comunicato finale. AFGHANISTAN Almeno 12 Paesi hanno promesso nuovi contributi di forze alla missione contro i Talebani, a sostegno del governo Kharzai. Ma il clou è la decisione di Parigi di dispiegare un nuovo battaglione (700 uomini) nell’Est, consentendo così agli americani di spostarsi a Sud e dare una mano al contingente canadese, uno di quelli più impegnati a contrastare la guerriglia, con un elevato numero di perdite. Bush ha avuto parole di elogio per il presidente francese Nicolas Sarkozy, ricordando che nel suo viaggio negli Stati Uniti, lo scorso autunno, è molto piaciuto agli americani: « stato come l’ultima incarnazione di Elvis». La pressione sugli alleati, anche su quelli come Italia, Germania e Spagna che non possono o non vogliono impegnarsi direttamente nei combattimenti, però non finisce qui. Rispondendo a una domanda del Corriere, Stephen Hadley ha detto: «Per avere successo in Afghanistan dobbiamo fare di più, è un impegno di lungo periodo, dovremo cambiare composizione delle truppe e tattiche di guerra ». SCUDO ANTI-MISSILE – Per la prima volta, gli europei ne riconoscono necessità e funzione: «La proliferazione dei missili balistici pone un crescente pericolo alle forze, ai territori e alle popolazioni alleate ». Di più, la Nato lavorerà per creare un sistema complemen-tare, in grado di proteggere anche i quattro Paesi (Grecia, Romania, Bulgaria e Turchia) lasciati fuori dall’ombrello protettivo che sarà basato in Polonia e Repubblica Ceca. DIFESA EUROPEA – A cena mercoledì Bush fa la sorpresa, forse quella politicamente più rilevante del summit, parlando della «necessità di una difesa europea che faccia da complemento all’alleanza». E Nicolas Sarkozy raccoglie con senso della Storia la volée: «Costruiamo il polo difensivo europeo e noi parallelamente ci avvicineremo alla Nato». La via per il rientro della Francia nel dispositivo militare atlantico, dal quale manca dal 1966, è tracciata. «Uno sviluppo straordinario », commenta Hadley. «Un fatto assolutamente positivo », dice Romano Prodi. «Non ci siamo mai preoccupati che l’Europa facesse troppo sulla difesa, il problema fin qui è stato quello opposto», chiosa Condoleezza Rice. Alleati I rappresentanti dei Paesi Nato al summit di Bucarest . Sopra, i festeggiamenti in Albania Paolo Valentino