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 2008  aprile 04 Venerdì calendario

L’incontro segreto con Spinetta e i sogni «tedeschi». Corriere della Sera 4 aprile 2008 Per capire quanto poco i sindacati abbiano sempre creduto in Air France basta dire che i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato riservatamente, prima della trattativa in esclusiva con i francesi, per ben tre volte i vertici di Lufthansa e l’ambasciatore tedesco

L’incontro segreto con Spinetta e i sogni «tedeschi». Corriere della Sera 4 aprile 2008 Per capire quanto poco i sindacati abbiano sempre creduto in Air France basta dire che i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato riservatamente, prima della trattativa in esclusiva con i francesi, per ben tre volte i vertici di Lufthansa e l’ambasciatore tedesco. Mentre non hanno mai incontrato il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, se non quando è cominciata questo strano negoziato con la proposta francese prendere o lasciare e la pistola del fallimento di Alitalia puntata alla tempia. Solo il leader della Uil, Luigi Angeletti, una volta ha visto segretamente Spinetta, smentendo la circostanza subito dopo, davanti alle proteste di Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni. Ma perché Cgil, Cisl e Uil e anche tutti gli altri sei sindacati hanno avversato, chi più chi meno, Air France? Alla fine, il minimo comun denominatore di queste posizioni, è uno solo: i sindacati hanno messo la salvaguardia del proprio potere – fortissimo in Alitalia – al primo posto. Cgil, Cisl e Uil, e poi i piloti, hanno scartato il matrimonio coi francesi quando hanno capito che avrebbero perso i comandi della compagnia italiana. Bonanni è quello che più ha lavorato, e ancora continua, per l’intesa con Lufthansa. Con un obiettivo preciso: importare in Italia il modello di cogestione tedesco. Il sindacato nel consiglio di sorveglianza. Questo il sogno del leader della Cisl: trasformare la fusione con Lufthansa nella testa d’ariete della democrazia economica. Epifani, invece, è rimasto vittima della cultura del soccorso pubblico, ancora fortemente presente nella Cgil. Evidentemente, l’esito della precedente tentazione statalista – ricordate la pressante richiesta della Fiom di far intervenire Finmeccanica nel capitale Fiat quando l’azienda era in crisi? – non ha insegnato nulla. E la Cgil, in accordo con gli altri sindacati, ha pensato ancora una volta che la salvezza per Alitalia passasse per l’intervento pubblico, in questo caso di Fintecna. Angeletti, più libero da schemi ideologici, ha voluto, fin dall’inizio, andare a vedere le carte di Spinetta. Ma poi, sul più bello, si è ritirato dalla trattativa, alimentando il sospetto di Cgil e Cisl che questa mossa fosse condizionata dal centrodestra, che già in passato ha tentato, senza successo, di mettere le mani sulla Uil. I piloti, infine. Cioè l’Anpac. Ha guardato senza ipocrisie all’interesse dei suoi iscritti. Passando dall’entusiasmo per le garanzie iniziali offerte da Spinetta alla delusione per i sacrifici in ultimo richiesti anche ai piloti. E rifiutati seguendo l’antica convinzione che «senza i piloti non si vola». Dopo la rottura dell’altro ieri tutti i sindacati hanno detto che la colpa è di Air France. Che certo non era venuta in Italia per fare beneficenza e che al primo posto ha messo i suoi interessi commerciali. Ma la domanda che resta è: quale altra compagnia accetterebbe la proposta dei sindacati rifiutata da Spinetta? La risposta non è difficile. Tanto è vero che gli stessi sindacati, ieri, hanno auspicato la ripresa della trattativa con i francesi. Sempre che non sia troppo tardi. Enrico Marro