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 2008  aprile 03 Giovedì calendario

Pizzi, obiettivo ma non troppo ItaliaOggi, giovedì 3 aprile Un parere obiettivo, ma non troppo. Umberto Pizzi, il decano dei fotografi ammette di essere stato colpito da Walter Veltroni come da un flash in pieno viso

Pizzi, obiettivo ma non troppo ItaliaOggi, giovedì 3 aprile Un parere obiettivo, ma non troppo. Umberto Pizzi, il decano dei fotografi ammette di essere stato colpito da Walter Veltroni come da un flash in pieno viso. Ma al di là delle marcate simpatie e antipatie personali, il giudizio di Pizzi sui candidati in corsa per le elezioni è di sicuro interesse. Lui i politici li osserva per ore, in attesa del fatidico clic. Così, finisce per immortalare tic e smorfie, che traducono malcelati momenti di stanchezza o nervosismo, come il famosissimo ”fu fu” di Massimo D’Alema. «Veltroni mi piace perché è ovunque. Mi ricordo che negli anni ’80 mi fu commissionato un servizio sul sindaco di Roma. Andammo io e una giornalista americana in Campidoglio, verso le 2 del pomeriggio, e trovammo il sindaco di allora che si faceva una pennichella. Di Veltroni, invece, mi sono sempre chiesto come fa a essere ovunque, alla prima di un film come ai funerali. E ovunque parlando tira fuori la sua umanità. Da rifondaiolo gli darò il voto. Note particolari: quando è nervoso batte le dita di una mano sull’altra e il suo viso può trasfigurare per un’emozione in positivo o in negativo. Tra i vice di Veltroni, Goffredo Bettini e Dario Franceschini, Pizzi non ha dubbi: «Per un fotografo sparare su Bettini è come sparare sulla Croce Rossa, ma quando lo senti parlare scompare la sua figura grassa e vien fuori un grande spessore politico. Franceschini, invece, mi sembra un seminarista che ha abbandonato il colletto e la tonaca. Parla parla e non trasmette mai entusiasmo» «Silvio Berlusconi, invece, lo vedo affaticato, tanto che sta sempre con le spalle abbassate. preparatissimo: quando parla al suo fianco il primo assistente Paolino Bonaiuti labialmente dice esattamente le stesse parole. Anche se non mi saluta mai, mi piacerebbe averlo come compagno di merende. simpatico e divertente. Non sta mai fermo e se lo punti lo becchi di sicuro: una volta si gratta i suoi gioielli, un’altra fa un gesto o una smorfia. Quando smette i panni da Tony Manero e torna alla sua eleganza originaria, indossa le bretelle. Il rialzo del tacco non l’ho mai trovato un difetto. A lui comunque non è nè il tacco nè la pelata che gli dà fastidio quando lo fotografano, ma le orecchie. Va su tutte le furie, forse perché si sente un po’ come il dottor Spock dell’Enterprise. Gianfranco Fini. «Mi ha dato del rompicoglioni perché l’ho fotografato con la sua Barbie. Non ha mai attaccato così. Le ultime tre volte che l’ho seguito ho notato che si è un po’ incoattito anche nel suo abbigliamento. Così ho deciso di «gnammizzarlo», ossia di riprenderlo mentre mangia, mentre si gratta... finché continuerà a dare dei rompi... ai fotografi. Quando incontro Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni pur sapendo che sono di sinistra, fra noi si crea una grande simpatia. A Fini invece chissà che gli prende... come con Francesco Rutelli. Caso strano, quando va a una festa a me non mi fanno entrare...» Fausto Bertinotti. «M’è piaciuto. Ma negli ultimi tempi no. Non perché si va a divertire: tutti hanno diritto a divertirsi oppure perché indossa il maglioncino di cashemire; pure io ce l’ho, chissenefrega. Ma è la frequentazione di alcuni posti che mi ha lasciato un po’ perplesso. Non li voglio dire, i lettori capiranno». Pier Ferdinando Casini. Pierfurby si piace e sembra che chieda agli altri di amarlo. Mi tiene d’occhio sempre. Prima di conoscere Azzurra Caltagirone andava al ristorante da Nino a via Borgognona. Entrava e diceva ai camerieri: «Ci sono belle figliole?». E acchiappava sempre. Un vero acchiappone. Lì lo fotografai con Clarissa Burt e con altre ragazze. Oggi non è che sia un soggetto molto appetibile per i fotografi. Meglio Antonio Di Pietro: uno scatto con Ela Weber sarebbe buono (se è vera la loro storia). Una volta al Bagaglino l’ho fotografato con delle ballerine: è uno che si presta al gioco perché è molto naif. Altri soggetti idonei? Pizzi non ha mai dubbi: Clio Bittoni, la moglie di Giorgio Napolitano «che con quei suoi cappelletti sembra fare concorrenza alla regina Elisabetta. Una volta l’ho vista attaccare Lucia Annunziata, ammazza che furia... Anche Lella Faglio, la moglie di Bertinotti, «sono donne che stanno più a sinistra dei mariti. Bella tosta anche lei: quando mi incontrerà adesso saranno guai...» Franco Adriano