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 2008  aprile 02 Mercoledì calendario

Al Gore sbarca in Italia con Current Tv. Liberazione 2 aprile 2008. Se non fosse che la sua sconfitta ha portato alla Casa Bianca "W", l’inetto Bush Jr, c’è quasi da ringraziare il fratello Jeb per i brogli della Florida che non hanno fatto eleggere presidente Al Gore (Jr anche lui, in America ci sono più dinastie che nei reami europei)

Al Gore sbarca in Italia con Current Tv. Liberazione 2 aprile 2008. Se non fosse che la sua sconfitta ha portato alla Casa Bianca "W", l’inetto Bush Jr, c’è quasi da ringraziare il fratello Jeb per i brogli della Florida che non hanno fatto eleggere presidente Al Gore (Jr anche lui, in America ci sono più dinastie che nei reami europei). Da quel momento, dopo una rabbiosa lotta e una dignitosa rassegnazione alle decisioni di una faziosa Corte Suprema, il nostro è rinato. Ha imparato a sorridere, ha vinto un Nobel, un Oscar e un Emmy, scrive best seller, ha aperto una tv. E periodicamente lo supplicano di tornare in politica. Tornato dietro una cattedra (semovibile!) per un ciclo di conferenze sull’ambiente ha riempito palasport e università, con tournée da rockstar raccontate in Una verità sconveniente , documentario che gli ha fatto vincere premi ovunque tra cui l’Academy Award. E’ diventato profeta verde. Tanto da lanciare una campagna pubblicitaria da 300 milioni di dollari per convincere gli americani dei rischi del riscaldamento globale. Con la sua organizzazione "The Alliance for Climate Protection" inonderà le televisioni, le radio ed i siti internet di spot per salvare il pianeta. La campagna sarà finanziata con donazioni private e l’Alliance ha già raccolto metà dei 300 milioni di dollari stanziati e lanciato un sito per sostenerla (www.wecansolveit.org). Le tecnologie di comunicazione stanno diventando il suo pezzo forte. Con Current , social network telematico-televisivo, raggiunge ben 56 milioni di utenti nel mondo (sede nella californiana San Francisco, già presente in Inghilterra e Irlanda). Ad aprile o all’inizio di maggio la YouTube al quadrato arriverà anche in Italia, primo paese non anglosassone e dell’Europa continentale ad accoglierlo. Ironia della sorte a ospitarlo è - su Sky - lo stesso Murdoch, proprietario di Fox che quella maledetta notte cominciò a sostenere Bush trasformandolo in vittorioso e che contribuì all’ingiustizia mediatica e politica più clamorosa dell’era moderna. Current Tv , da lui fondata nel 2005, è ora l’esempio più coraggioso di "democratizzazione dell’informazione". Scordatevi Cnn e Al Jazeera, qui parliamo di VC2 (viewer-created content, contenuti creati dagli utenti). Sembra una formula di Einstein, e in fondo è semplice e geniale come tutte le grandi intuizioni: campagne pubblicitarie, scoop, format, reportage, storie, tutto può essere proposto da singoli privati, utenti della tv. Con "pods" di una lunghezza tra i 2 e i 10 minuti, attraverso il sito (www.current.com), che vengono poi pagati in base al gradimento e ai "voti" dei contatti stessi. Si parla di cifre tra i 200 e i 1000 dollari, e sembrano non essere leggende metropolitane quelle che attribuiscono a sponsor illustri l’affido di grandi campagne promozionali a giovani, precari e di talento, a scapito di pubblicitari alla Mad Men da milioni di dollari a prestazione. I contributi dei telespettatori occupano attualmente circa un terzo della programmazione di Current , la cui programmazione originale comprende Infomania, sguardo umoristico agli eventi del giorno, SuperNews!, satira socio-politica a cartoni animati, oltre ai reportage e alle inchieste selezionate dal proprio team editoriale-giornalistico. Questa banda di "matti" che ha i suoi uffici nell’ex fabbrica di caffè di fronte allo stadio di San Francisco, per dirne una, è arrivata prima di tutti su Katrina e alle squallide verità che uragano e inondazione hanno fatto venire a galla proprio grazie a un servizio "esterno" di un utente privato. Ci potranno essere anche contributi italiani, che saranno circuitati nella rete internazionale del canale: la versione italiana del sito web Current.com sarà lanciata in concomitanza con l’inaugurazione del canale televisivo su Sky. «Non chiamatela tv! Noi portiamo l’internet intelligente in televisione - ha dichiarato il cofondatore Joel Hyatt - non la tv stupida su internet!». Gli utenti più (inter)attivi ora hanno tra i 18 e i 34 anni, questo canale continuo (24 ore su 24) di informazione e intrattenimento intelligente (la satira è feroce e esilarante) è libera e anarchica, persino Al Gore non la usa a fini personali. Non appare, non interferisce, ne appoggia semplicemente l’assoluta libertà nella speranza di spezzare l’oligopolio mediatico mondiale. «Il nostro scopo è quello di facilitare il confronto tra i giovani, aiutandoli a creare contenuti, a interessarsi ai punti di vista altrui e a commentare i diversi argomenti di loro interesse. Grazie alla sua ricchezza culturale e alla sua forte tradizione narrativa, l’Italia è il candidato naturale a divenire parte attiva di questo grande network, condotto dalla prima vera generazione globale». Ma non globalizzata. Ad Al Gore & C. è andato un Oscar Tv (l’Emmy) per questa impresa. E sottovoce, molti, dicono che la prima vera rivoluzione mediatica è in atto. Speriamo bene. Boris Sollazzo