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 2008  aprile 02 Mercoledì calendario

2012, incubo apocalisse. Avvenire 2 aprile 2008. L’ apocalisse il 21 dicembre del 2012? Ci credono mi-lioni di persone, per lo più legate al variegato universo del New Age

2012, incubo apocalisse. Avvenire 2 aprile 2008. L’ apocalisse il 21 dicembre del 2012? Ci credono mi-lioni di persone, per lo più legate al variegato universo del New Age. Uno dei più seguiti pro-feti di questo nuovo millenarismo è Gregg Braden. Barba brizzolata, capelli un po’ indisciplinati come si conviene ad un profeta, devotis-simo a Madre Terra (rigorosamen-te con le maiuscole), scrive libri e tiene affollate conferenze in giro per il mondo che iniziano con un’ammonizione severa: «negli ul-timi duemila anni abbiamo smes-so di vivere in simbiosi con Madre Terra». stato un errore gravissi-mo, perché le lontre sono dimi-nuite, e noi umani siamo sempre di più e sempre più egoisti. Ma ora tutto ciò «sta per finire» perché «stiamo per entrare nella nuova Età della Luce». Dunque secondo Braden le cose stanno per miglio-rare? Sì e no. Non senza contrac-colpi, comunque, perché prima della rivelazione apocalittica e della beatitudine dovremo passa-re attraverso una grande tribola-zione. Quando entra nei dettagli Braden sorride: sì, certo, le sue profezie sono allarmanti, ma l’an-goscia va scacciata perché il mes-saggio, in fin dei conti, è positivo. Sarà. E tuttavia è difficile mante-nere la calma quando si scorre la lista di mirabilia che ci attendono fra quattro anni: il moto di rota-zione della terra s’invertirà, il sole si fermerà in cielo per un’intera giornata e poi sorgerà ad ovest, i poli magnetici subiranno un bru-sco slittamento, ci saranno eru-zioni e terremoti, ci sfioreranno nubi galattiche, pianeti e asteroidi con nomi di deità egizie (Niburu, Aphopis). Insomma ci sarà poco da stare allegri. Per fortuna, dopo la notizia cattiva c’è quella buona (ecco spiegato il sorriso di Braden e d’altri profeti del 2012): dopo lo spavento, quelli fra noi che esiste-ranno ancora saranno sottoposti ad una Grande Pulizia (con le maiuscole) prodotta dal cambia-mento della frequenza vibratoria di tutta la materia. La nostra car-ne, addizionata di un supplemen-to di Dna, produrrà un «corpo di luce» che ci farà diventare molto spirituali, pressoché disincarnati, altruisti, ecologisti, tendenzial-mente matriarcali e inoltre poco interessati alle differenze fra i sessi (che l’Unione Europea ci stia pre-parando con la sua gender philo-sophy?). Il lettore può chiedersi a questo punto chi sia questo Gregg Braden e donde derivi queste conoscenze: Braden è un geologo, figlio di quel William Braden che insegnava a trovare Dio con l’Lsd negli anni Sessanta. I segni dei tempi (riscal-damento globale in primis, rivolta della natura, impazzimento dei delfini) a lui paiono molto elo-quenti. Ma la rivelazione princi-pale gli è arrivata meditando sugli insegnamenti della civiltà Maya, e in particolare dal suo calendario che s’interromperebbe, misterio-samente, proprio nel fatidico sol-stizio d’inverno del 2012. Il condi-zionale però è d’obbligo perché gli archeologi avvertono che l’inter-ruzione è dovuta alla sparizione della civiltà Maya e della sua casta sacerdotale, che ha impedito l’ag-giornamento del calendario. Le teorie, le ansie, le predizioni sul 2012 stanno producendo una co-spicua massa di libri e un’attività frenetica sul web. Un centinaio di volumi sono stati pubblicati in lingua inglese soltanto negli ulti-mi tre/quattro anni, e qualcuno i-nizia a filtrare, tradotto, anche da noi. Prepariamoci all’alluvione. E-sistono differenti predizioni sull’a-pocalisse del 2012: alcune s’ispira-no ai cicli indù, agli Inca, all’Anti-co Testamento, all’immancabile Nostradamus, alla Teosofia e per-sino alle apparizioni di Fatima; al-tre ancora ai culti dei dischi volan-ti oppure ad ipotesi scientifiche più o meno eretiche. Per qualcuno arriveranno gli extraterrestri (già ci stanno parlando con i cerchi del grano, no?), il Maitreya o Buddha dei tempi ultimi, un «Cristo» che poco ricorda il Signore atteso di nuovo dai cristiani. Comunque sia, le ansie e le speranze di tutti sono concentrate sull’anno 2012, data di un nuovo millenarismo nel quale il Cristianesimo e i suoi Novissimi sono generalmente as-senti o interpretati in modo tanto eterodosso da risultare irricono-scibili. L’appuntamento con l’apo-calisse del 2012 si propone, in-somma, come un laicissimo giu-dizio universale, dove la separa-zione del loglio dal grano non sarà opera di Gesù al secondo ritorno, ma dalla capacità del «peccatore» di adeguarsi o meno alla giusta «frequenza vibratoria» dell’uni-verso. Un giudizio impersonale, dunque, governato, al limite, da intelligenze aliene, quelle che ci hanno collocato sulla terra e che ora ci soccorrono. Sebbene alcune tragedie passate, come i suicidi di massa della setta di Heavens’Gate (1997) o quella del Tempio Solare (1994-1995), non siano estranee al tema (basti pensare che nell’eso-terismo neotemplare già cin-quant’anni fa si citava il 2012 co-me data cruciale), l’attesa della data fatidica non sembra destina-ta a tramutarsi in un’angoscioso panico, anche se non è affatto e-scluso che in gruppi minori, carat-terizzati da dottrine di separatez-za e guidati da personalità forti, si possano riprodurre eventi dram-matici come già nel passato. Quando la data arriverà e passerà, ci verrà detto probabilmente che l’umanità non era pronta o che la «Grande Invocazione» (la preghie-ra- invocazione che risuona di più nel mondo New Age) ci ha rispar-miato tribolazioni e seccature. In-tanto, dopo che Mel Gibson nel suo Apocalypto aveva alluso al ve-ro legame fra la nostra apocalisse e quella dei Maya (la corruzione morale che porta al sacrificio u-mano più o meno mascherato), Michael Bay, il tycoon più fracas-sone di Hollywood, ha già messo il cappello sopra il tema (e non è il solo) annunciando l’avvio della produzione di un kolossal che s’intitolerà, guarda un po’, 2012 la guerra delle anime. A. IANNACCONE