Alessandra Viola, Nova 3/4/2008, pagina 13, 3 aprile 2008
Come farsi gioco dell’Auditel. Nòva del Sole-24 Ore, giovedì 3 aprile Scommettere per imparare, puntare sugli indici di ascolto delle trasmissioni televisive per prendere confidenza con l’Auditel e i suoi meccanismi
Come farsi gioco dell’Auditel. Nòva del Sole-24 Ore, giovedì 3 aprile Scommettere per imparare, puntare sugli indici di ascolto delle trasmissioni televisive per prendere confidenza con l’Auditel e i suoi meccanismi. E magari prevedere l’andamento degli eventi. Il Fantauditel (www.fantauditel.it) inventato dalla facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma prima che un’esperienza didattica è un gioco divertente. Nato per avvicinare gli studenti all’Auditel e ai suoi meccanismi, il Fantauditel si è trasformato in brevissimo tempo in un’avvincente esperienza ludica aperta a tutti (oltre 4.000 contatti giornalieri) che consiste nell’indovinare gli ascolti di un programma prestabilito confrontandosi ogni settimana con un ospite d’onore (tra quelli che si sono già prestati al gioco anche Frizzi, Mirabella, Vecchioni e Cucuzza). Chi si avvicina di più al dato reale conquista dei punti a valere sulla classifica generale, che a giugno eleggerà un vincitore, testimonial di un seminario tutto dedicato al Fantauditel. Puntando sulla scommessa del giorno o della settimana o sfidando un amico in una gara a due, si acquista confidenza con i dati degli ascolti televisivi e indirettamente si fornisce il proprio contributo a una innovativa ricerca sui mercati previsionali. «Quella del gioco è una scelta volutamente provocatoria rispetto alla generica questione dell’affidabilità dell’Auditel – afferma Stefania Di Mario, ideatrice del progetto con Emmanuel Mazzucchi e Michaela Gavrila e content manager del sito ”, ma quel che ci interessava era provare a sedimentare negli studenti una cultura del dato. In Italia l’attenzione per l’Auditel ha qualcosa di morboso: un giorno è capace di screditare seri professionisti e di metterne a rischio la carriera, il giorno dopo viene processato e giudicato uno strumento obsoleto, il giorno successivo viene di nuovo chiamato in causa per decretare il successo di un programma e così via all’infinito. Noi non vogliamo sbeffeggiare lo strumento, che riteniamo valido, ma casomai proporre di rivederne la governance, che è ormai inadeguata a monitorare l’intera offerta mediatica. Il sistema di rilevamento dati funziona da noi come in altri Paesi europei tra cui la Spagna, la Francia o l’Inghilterra. E pur con tutte le cautele con cui bisogna avvicinarsi a un dato statistico, il dato quantitativo è fondamentale per fare ricerca». Da anni gli studiosi di televisione lamentano l’impossibilità di accedere ai dati Auditel, che l’agenzia non divulga, nemmeno ad anni di distanza dai rilievi. Fantauditel anche qui punta in alto: non solo a diventare un portale sulla tv con blog, news, bibliografia e sitografia o a proporsi come piattaforma per altri tipi di scommesse (già sperimentato per esempio il Fantacarosello, in cui si scommette sugli ascolti dei break pubblicitari). Ma a sfornare dati e numeri in abbondanza, non importa se apparentemente buttati lì a caso dai giocatori. «Serviranno per capire se la logica dei mercati predittivi, in base alla quale l’andamento dei mercati finanziari può essere usato per prevedere l’andamento degli eventi, si può adattare a questo tipo di scommesse – dice Davide Bennato, docente di Teoria e tecnica dei nuovi media all’Università La Sapienza ”. Ci chiediamo se lo scarto tra le scommesse e i dati reali è tale da consentire con buona approssimazione di prevedere lo share di una trasmissione semplicemente analizzando le puntate del Fantauditel. Attualmente la base dati non è sufficiente a supportare con evidenza questa possibilità, ma entro giugno speriamo di poter rispondere alla domanda. Sembrerebbe che ci sia una specie di logica sociale che guida le scommesse, il che confermerebbe una nota teoria di James Surowiecki in base alla quale l’agire collettivo è in media più efficiente dell’agire individuale. In Italia non esistono studi di questo tipo, che sono invece già numerosi nei Paesi anglosassoni. La sfida è quella di verificare se alcuni modelli sono adattabili al nostro caso». Il rilievo in sostanza procede in senso contrario ai sondaggi, in cui un campione accuratamente selezionato serve per ricostruire il pensiero della massa: nei mercati previsionali non interessa chi scommette, ma il fatto che la mescolanza di interesse, buon senso e mentalità comune che sta alla base del meccanismo delle scommesse consente di analizzare i comportamenti della massa che in qualche modo tutti rappresentiamo. Se il modello fosse verificato, si potrebbe con altissima approssimazione prevedere la vittoria di una squadra o l’esito delle elezioni semplicemente analizzando le puntate dei giocatori. Una bella scommessa. Alessandra Viola