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 2008  aprile 02 Mercoledì calendario

Poligami d’Italia la Repubblica, mercoledì 2 aprile Il pluralismo culturale e religioso di cui gli immigrati sono portatori, costringe società e istituzioni a misurarsi con il tema del riconoscimento delle differenze anche sul delicato terreno dei modelli familiari e matrimoniali

Poligami d’Italia la Repubblica, mercoledì 2 aprile Il pluralismo culturale e religioso di cui gli immigrati sono portatori, costringe società e istituzioni a misurarsi con il tema del riconoscimento delle differenze anche sul delicato terreno dei modelli familiari e matrimoniali. Il caso sollevato dalla poligamia di fatto, praticata anche nel nostro Paese tra i musulmani, è esemplare. Non esistono statistiche precise sul fenomeno: ricerche sociologiche e inchieste giornalistiche che hanno incrociato questo tema durante i loro percorsi dicono che si tratta di una realtà dalla portata ridotta. Non per questo, però, inesistente. E destinata, comunque, ad aumentare per effetto dell´incremento dei flussi migratori provenienti dai Paesi della Mezzaluna. Le difficoltà che la poligamia incontra hanno scoraggiato questa pratica nei Paesi islamici. Difficoltà nate da motivi economici, dall´effetto di norme che l´hanno vietata o dissuasa, e per l´oggettiva complessità nel garantire la parità di trattamento affettivo e relazionale alle diverse mogli. Tanto più in un contesto in cui la globalizzazione culturale ha veicolato, attraverso i media, modelli femminili meno subalterni di un tempo a quelli maschili. Paradossalmente, ma non troppo, è riemersa nel contesto migratorio. Qui la necessità delle prime generazioni di immigrati di ricostruire il "cerchio caldo della comunità" che attutisce gli effetti spaesanti dell´emigrazione; i legami con le società di provenienza stabiliti dalle reti etniche; nuove forme di rivalutazione sociale della figura maschile legate alla difficoltà di integrazione tipiche del processo migratorio; i processi di reislamizzazione identitaria o l´adesione ai principi dell´"antica fede" dei militanti dell´islam politico, hanno rilanciato l´usanza. Anche se occorre ricordare che vi sono matrimoni poligamici di diversa natura: quelli celebrati nei Paesi islamici o in Italia. I primi sono regolati dal diritto internazionale privato, che rinvia solitamente al diritto nazionale dello stato di appartenenza dei coniugi o, in via subordinata, al diritto dello Stato nel quale si svolge la vita matrimoniale. A condizione che la legge straniera non contrasti con i principi chiave dell´ordinamento italiano. Non è infatti possibile celebrare matrimoni poligamici in Italia o riconoscere matrimoni che violino determinati diritti o ne attribuiscano di diseguali a uomo e donna. Le famiglie poligamiche, perché tali si considerano, seguono comunque regole che solo in taluni casi eclatanti diventano oggetto di diritto. Del resto, nonostante matrimoni poligamici siano celebrati in alcune moschee italiane, lo Stato preferisce ignorarli, assimilandoli implicitamente a convivenze plurime di fatto. Per legge, dunque, non esistono. I problemi nascono quando queste "coppie di fatto" si rompono e questioni come la tutela dei figli o il rinnovo del permesso di soggiorno per ricongiungimento di una donna che vive in Italia ma è ripudiata all´estero, finiscono in tribunale. O quando qualche attore dell´"´islam organizzato" propone allo Stato di ignorare gli effetti o la rilevanza civile di tali matrimoni: come ha fatto in passato l´Ucoii nella sua bozza d´intesa. Come risolverà l´Italia, già alle prese con la necessità di tutela dei diritti delle copie di fatto autoctone, questo spinoso problema? Gli effetti dei matrimoni poligamici, pur non riconosciuti dall´ordinamento, non scompaiono dalla realtà L´ovvia impossibilità di riconoscere alcuni aspetti di tali matrimoni non esclude che si possa trovare qualche forma di tutela dei diritti delle parti più deboli, donne e figli in primo luogo. L´alternativa è ignorare il fenomeno; proibirlo senza alcuna effettività; o lasciare che sia un giudice a decidere di volta in volta il singolo caso: con il rischio di una elevata discrezionalità giurisprudenziale in materia e che sulla magistratura si scarichi l´ennesima funzione di supplenza istituzionale. La questione della poligamia di fatto solleva problemi che, al pari di altri, una società pluralista non può ignorare. Renzo Guolo