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 2008  aprile 03 Giovedì calendario

I matrimoni che cambiano il mercato. Corriere della Sera 3 aprile 2008. Fra le botteghe del Jhaveri Bazaar, centro nevralgico dei gioiellieri di Mumbai (l’ex Bombay), si vede già qualche cartello dei saldi

I matrimoni che cambiano il mercato. Corriere della Sera 3 aprile 2008. Fra le botteghe del Jhaveri Bazaar, centro nevralgico dei gioiellieri di Mumbai (l’ex Bombay), si vede già qualche cartello dei saldi. «Con l’oro a questi prezzi, noi stiamo vendendo il 20-30% meno dell’anno scorso», ammette Harshad Ajmera, proprietario della JJ Gold House. Sulla Janpath Road di New Delhi, uno dei grandi viali dello shopping nella capitale, i titolari del Tribhuvandas Bhimji Zaveri sembrano invece meno preoccupati: «A febbraio era tutto fermo, ma da allora a oggi la situazione è via via tornata alla normalità - spiegano - . Ci sono forse meno clienti che comprano gioielli nuovi ma sono aumentati quelli che portano qui ori e pietre di famiglia da far riadattare». Ancor più ottimista è Kamal Motiyani, che ha un laboratorio d’oreficeria al Sarojini Nagar Market, un distretto commerciale nel sud di Delhi molto frequentato dalla middle class urbana: «E’ vero, l’oro è arrivato a cifre impensabili – dice – ma quando uno ha una figlia da sposare, se appena può permetterselo, non si tira certo indietro». L’India è ormai in piena «stagione dei matrimoni» e, come ogni anno, si ritrova al centro dell’attenzione di chiunque si occupi di metalli preziosi. Non solo nel subcontinente, ma anche sulle grandi piazze finanziarie internazionali, a Singapore come a Hong Kong, a Londra come a New York. Si calcola infatti che nel Paese dove il consumo d’oro rappresenta circa un terzo della produzione mondiale annua, nei tre-quattro mesi primaverili si sposino più o meno 18-20 milioni di persone (meglio 9-10 milioni di coppie). E prima del giorno fatidico, non c’è famiglia, o quasi, che non vada a far visita a una gioielleria o non si rivolga a un mercante di oggetti preziosi. E’ come se quasi metà Italia si mobilitasse contemporaneamente per fare shopping. Con il risultato di influire sensibilmente (qualcuno stima anche punte del 10-15%) sulle quotazioni mondiali del metallo giallo, compresi i contratti futures scambiati sulle grandi Borse merci. «Dopo Bollywood e il cricket, l’oro è la terza grande passione degli indiani», sintetizza Vimla Patil, una delle più seguite commentatrici indiane di costume, gossip e qualsiasi cosa abbia a che vedere con la cronaca rosa. I primi segnali della «wedding season» si manifestano verso febbraio, poi la «stagione » (e gli acquisti) comincia a salire di tono a marzo in occasione di Holi, la «festa dei colori» che sancisce il passaggio dal vecchio al nuovo anno agricolo, raggiunge l’apice ad aprile e va a spegnersi a maggio, quando il caldo e l’umidità pre-monsonica sono ormai diventati insopportabili. Un’altra mini-stagione matrimoniale, di portata minore, va infine in scena fra novembre e dicembre. Ma indicare fin da adesso come andrà il 2008 è un esercizio che richiede la sfera di cristallo. «Con l’oro che si aggira fra 900 e 1.000 dollari l’oncia è come trovarsi a navigare in acque sconosciute», concede Ajay Mitra, direttore operativo del World Gold Council in India. Fino a un paio d’anni fa si diceva che le 10 mila rupie per 10 grammi (vale a dire poco più di 30 mila rupie per un’oncia troy, pari a 31,1 grammi) rappresentavano la soglia «psicologica» per capire gli umori dei consumatori: prezzi al di sotto assicuravano un boom di vendite, al di sopra sancivano la crisi. Ma ormai i vecchi parametri sembrano definitivamente saltati. Anche se oggi l’oro costa 12-13 mila rupie per 10 grammi (un prezzo che nel pieno della «stagione» viene regolarmente gonfiato del 50, se non del 100%) al tradizionale Mega Wedding Show di Mumbai tutti i 104 stand di oreficeria presenti hanno fatto un bagno di folla. La «Shining India», l’India «splendente » dove i redditi corrono per effetto del boom economico, non sembra aver alcuna intenzione di vivere in austerità quello che è il rito più sentito da ciascuna famiglia. Nivedita Ganguly, giornalista di costume del quotidiano The Hindu, indica tendenze 2008 all’insegna di «gioielli d’oro bianco», con incastonati, preferibilmente, «smeraldi, rubini o topazi rosa », da indossare su saree di seta «in tutte le sfumature del verde, del rosso e del rosa ». «Quest’anno si preannuncia come un trionfo di colori », decreta. E consiglia alle teenagers «più sensibili al design internazionale» di ispirarsi «ai dettami dell’art deco ». Ma Lady Ganguli concede anche che «i gioielli d’epoca non passano mai di moda». Lei, ovviamente, si riferisce al fatto che quella di tramandarsi gli ori di famiglia di generazione in generazione resta una «tradizione» profondamente radicata in India (e non solo in India). Gli addetti del World Gold Council suggeriscono però un’altra interpretazione: mentre nessuno sa ancora predire come si comporteranno i consumatori in questa «Wedding season» 2008, appare già in forte aumento il numero di chi, con l’oro sopra i 900 dollari l’oncia, i gioielli di famiglia corre a venderli. G.R.