Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2008  aprile 01 Martedì calendario

Il governo percepito. Il Giornale 1 aprile 2008. Dov’è l’Eurispes? E dove sono i vari Tg3, i Ballarò, i poveristi, i declinisti, i sociologi della quarta settimana? Eppure l’Istat ha detto che l’inflazione è al 3,3 per cento, il tasso più alto dal 1996: nessuno ha niente da dire? Anni addietro, quando l’inflazione sfiorò il 2,2, fu l’inferno

Il governo percepito. Il Giornale 1 aprile 2008. Dov’è l’Eurispes? E dove sono i vari Tg3, i Ballarò, i poveristi, i declinisti, i sociologi della quarta settimana? Eppure l’Istat ha detto che l’inflazione è al 3,3 per cento, il tasso più alto dal 1996: nessuno ha niente da dire? Anni addietro, quando l’inflazione sfiorò il 2,2, fu l’inferno. Il cambio lira-euro in effetti fece di fatto arrotondare verso l’alto il prezzo di generi di uso quotidiano (caffè, brioche, ortaggi, frutta, benzina) dando così l’impressione di aumenti generalizzati che non riguardarono, tuttavia, i beni d’uso meno frequente. Si aprì una forbice tra statistiche ufficiali e impressione popolare, ma qualcuno ci andò a nozze: l’Eurispes parlò addirittura di inflazione reale al 20 per cento, di alimentari aumentati del 29 per cento, addirittura di 14 milioni di famiglie disagiate e di «due milioni di bambini poveri». Il Rapporto Eurispes 2004, in particolare, sembrava quello del Burkina Faso, e dovette intervenire l’Istat per sbugiardarlo: e però «il presidente dell’Istat si dimetta» tuonò la sinistra in coro. L’Istat, una delle poche realtà serie di questo Paese, ovviamente è ancora lì. E, oggi che l’inflazione è salita davvero, niente tragedie. Silenzio su inflazione percepita, disoccupazione percepita, declino percepito, soprattutto governo percepito. Filippo Facci