Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2008  aprile 01 Martedì calendario

L’oro di Roma. Il Messaggero 1 aprile 2008. Ale ha l’hobby dell’acqua e della Roma. Ale è Alessia Filippi, la regina del nuoto, una ragazza che sa illuminare sempre il suo viso con un sorriso

L’oro di Roma. Il Messaggero 1 aprile 2008. Ale ha l’hobby dell’acqua e della Roma. Ale è Alessia Filippi, la regina del nuoto, una ragazza che sa illuminare sempre il suo viso con un sorriso. Ai campionati d’Europa di Eindhoven, una settimana fa, l’azzurra ha vinto due medaglie d’oro: 400 misti e 800sl le gare del suo trionfo. Adesso Pechino, l’Olimpiade dei suoi (non solo) sogni non è tanto lontana e Alessia aspetta i Giochi con impazienza. Alessia, mancano quattro mesi alle Olimpiadi. Avverte già la tensione? «Tensione? Penso solo a quello. Appena rientrata dall’Olanda, è come se fosse scattata una molla. Vivrò il tempo che mi separa dai Giochi con impazienza». In Cina, intanto, è arrivata la torcia con il fuoco di Olimpia ma la questione del Tibet tiene banco. «Seguo le vicende ma preferisco non esprimermi. Dico, però, che quando hanno assegnato le Olimpiadi a Pechino al Cio conoscevano la situazione. Insomma, potevano pensarci prima. Ma noi atleti dobbiamo fare solo gli atleti. Prepariamo questo appuntamento per quattro anni: non parlatemi di boicottaggi». Com’è stata l’accoglienza a casa dopo gli Europei? «Fantastica. I miei amici hanno organizzato a sorpresa una bellissima festa. Sono stata felice ma ho detto a tutti che in Olanda ero all’80 per cento». Durante gli Europei è esplosa la polemica dei costumi con il nuovo body, il rivoluzionario LZR Racer, sotto osservazione. «Mi ha sconvolto perché dicono sia d’aiuto tanto che canadesi e americani per adesso lo hanno proibito. Se dà vantaggi non lo so e me lo chiedo. Forse sarebbe meglio fare tutti un passo indietro e utilizzare, come ha proposto Popov, lo stesso vecchio costume, quello di qualche anno fa». Torniamo a parlare di Pechino. Che gare ha scelto per i Giochi? «I 400 misti e gli 800sl. Il dubbio è legato ai 200 dorso, in programma lo stesso giorno degli 800. E io, in questa gara, non ho ancora l’esperienza per gestirmi al meglio». Come si avvicinerà alle Olimpiadi? «Adesso vado ai Primaverili a Livorno e poi una bella settimana di vacanza prima del grande lavoro. Niente viaggi, rimarrò a casa, a Roma, visto che ci sto pochino. La prima tappa, poi, sarà in altura, a Sierra Nevada per venti giorni e poi tutti a Verona, al centro tecnico federale». Quando ha cominciato a nuotare? «Ero piccola, avevo tre anni e mamma mi portava, insieme a mio fratello, alla piscina di Tor Bella Monaca. Sono nata per nuotare. No, in nessun altro sport avrei fatto bene. Ho provato l’atletica, ma non era per me». All’inizio, aveva un modello da seguire? «Franziska Van Almsick. Bellissima e bravissima». Mai avuto dubbi per il nuoto? Non è monotono stare in acqua, e da sola, tante ore? «Vero, non parli con nessuno, ma io sono nata per questo sport. Cerco di pensare molto, di non deconcentrarmi. Qualche volta nuoto con l’i-pod. Ascolto di tutto, in particolare la musica italiana. E le canzoni non le scarico: i cd bisogna comperarli». A proposito di musica: è stata al Festival di Sanremo. Le è piaciuto? «Il disco del Festival non l’ho comprato. Però la canzone che ha vinto mi piace». Com’è la giornata-tipo di Alessia Filippi? «Mi sveglio alle 7 e mezza e alle 8.15 sono in vasca fino alle 10.30 per nuotare 7 o 8 chilometri. Tre volte la settimana vado in palestra per un’ora. Dopo pranzo, dalle 14.30 altri sette chilometri e alle quattro e mezza ho finito». E’ fidanzata? «Sono single. Per un fidanzato non ho tempo: mi dedico tutta al nuoto. Sul mio sito ricevo un sacco di proposte. C’è chi chiede di uscire con me, di conoscermi, di fidanzarsi». Il suo ideale di uomo chi è: uno come Rosolino, Luca Marin o il francese Alain Bernard? «Bernard? No davvero: non mi piace, troppi muscoli. E’ enorme». Com’è Alessia fuori dalla piscina? «Sono una ragazza molto semplice, una normale». Diversa da Federica Pellegrini? Vi frequentate a Verona? «Noi siamo diverse, lei ha un carattere più chiuso ma, per certi versi, siamo simili: facciamo la stessa vita». Lei è romana e romanista. «Sono romana da otto generazioni e tutti tifiamo Roma. Questa squadra ce l’ho nel sangue». La settimana prossima sarà a Manchester per i Mondiali in vasca corta. Andrà a vedere la partita della Roma in Champions? «Purtroppo no. Castagnetti (il cittì della nazionale, ndr) non vuole perché il giorno dopo devo gareggiare. Mi dispiace che stasera all’Olimpico non ci sarà Totti. Al telefono, e mi ha fatto una bella sorpresa a chiamarmi, gli ho fatto un grande in bocca al lupo e spero torni presto a giocare». Ricorda la prima volta allo stadio, ovviamente l’Olimpico? «Avevo sei anni ed ero sola con papà. Non gli ho fatto vedere la partita: andavo sempre al bagno a fare pipì». Andrebbe volentieri, adesso, allo stadio? «No. Stanno accadendo vicende tragiche. Sono vicina alla famiglia del povero Matteo: non si può morire così, a 28 anni. Allo stadio non andrei con un bambino: può accadere sempre qualcosa». Il suo rapporto con Roma è speciale. Tra un anno qui ci sarà il Mondiale. «Sarà un’emozione grandissima. Qui, a casa mia... Per me Roma 2009 sarà importante quanto un’Olimpiade». Roma ha già ospitato, nel ”94, i Mondiali. Era piccolina, allora, ma ricorda qualcosa? «Mi è rimasta impressa la gara di Lorenza Vigarani che vinse l’unica medaglia per noi dell’edizione con il record italiano a 2:10.92. Quel record l’ho migliorato io due anni fa nella stessa vasca». Dopo la parentesi con le Fiamme Gialle è tornata alla sua prima società, l’Aurelia Nuoto. «Con la finanza è stata un’esperienza bellissima ma poi era venuto il tempo di chiuderla. Sono tornata all’Aurelia con Cesare Butini e mi trovo benissimo, in un ambiente stupendo. Tornare alle origini mi piace e sento già l’emozione che proverò domenica mattina quando andrò nella piscina di Tor Bella Monaca a premiare i bambini. Lì ho cominciato a nuotare». E li allenerebbe, un giorno, i bambini? «Loro sì, ma non farò mai il tecnico».