Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2008  aprile 01 Martedì calendario

Ma è più dinamico chi ha soltanto 1 milione di abitanti. Il Sole 24 ore 1 aprile 2008. Nel mondo si contano almeno venti agglomerati urbani con una popolazione superiore ai 10 milioni di abitanti

Ma è più dinamico chi ha soltanto 1 milione di abitanti. Il Sole 24 ore 1 aprile 2008. Nel mondo si contano almeno venti agglomerati urbani con una popolazione superiore ai 10 milioni di abitanti. E di questi, soltanto quattro si trovano nelle nazioni di vecchia industrializzazione. Il futuro dei Paesi emergenti, insomma, ha la faccia delle loro megalopoli: da Città del Messico, che ormai ha superato New York per vastità e popolazione, a Mumbai, che si avvicina pericolosamente ai 20 milioni di residenti anche se non è in grado di garantire a tutti alloggi e un tenore di vita accettabili. Ma nel coro di chi identifica il centro dello sviluppo di Asia, Africa e America Latina con i loro sterminati nuclei urbani, c’è anche chi sceglie di andare controcorrente. L’unità di ricerca della Deutsche Bank, per esempio, preferisce guardare alle oltre 400 città che hanno un milione di abitanti: è qui, dicono, che la crescita sarà più rapida, e soprattutto la qualità della vita nettamente migliore. Entro il 2030 il mondo investirà qualcosa come 40mila miliardi di dollari in infrastrutture urbane. Di queste, è certo, buona parte andrà alle megalopoli. Ma chi vi risiede, accanto ai vantaggi, dovrà gestirne i difetti. Il prezzo delle case alle stelle, per esempio, oppure il traffico: a Pechino ogni giorno scendono in strada 1.100 nuovi veicoli. Senza contare che la metropolitana sarà anche un mezzo di trasporto veloce, ma istituire una nuova linea di autobus, più adatta a una città di medie dimensioni che non a una megalopoli, costa solo il 2% della cifra necessaria a scavare i tunnel sotterranei. I centri da un milione di abitanti sono sufficientemente grandi da garantire le economie di network delle megalopoli, senza però portarsene dietro i difetti. Meglio sarebbe dunque, sostengono gli autori dello studio, incentivarne la diffusione. Come? Supportando lo sviluppo delle Zone economiche speciali, ad esempio, attorno alle quali sono sorte molte delle città medie dei Paesi emergenti di oggi. Oppure assicurando incentivi finanziari alle aziende che si trasferiscono in città meno densamente popolate. In modo che le facciano crescere sì, ma non troppo. Mi. Ca.