Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 02 Martedì calendario

Fabio

Arriva sul set sulla sua Ducati S2R nero opaca col serbatoio avvolto dal ragno. Fabio Troiano, 34 anni il 10 ottobre, è uno degli attori più richiesti del momento. conteso dal cinema e dalla tv, come gli altri colleghi della sua generazione, da Claudio Santamaria a Pierfrancesco Favino. I ragazzi sono cresciuti e si fanno valere. Anche per lui è un periodo d’oro. Non solo nel lavoro. La sua dolce metà è la splendida Violante Placido, attrice e cantautrice, con cui vive alle porte della Capitale. A breve, col (quasi) suocero Michele Placido sarà tra i protagonisti della Festa internazionale del cinema di Roma (dal 18 al 27 di ottobre). Poi lo vedremo in Giorni e nuvole di Silvio Soldini, con Antonio Albanese e Margherita Buy, in Family game (con Stefano Dionisi e Sandra Ceccarelli) e in Goodbye Mr. Zeus, in compagnia di Chiara Muti: due opere prime firmate rispettivamente da Alfredo Arciero e Carlo Sarti che usciranno nel 2008. In questi giorni, invece, sta girando la fiction Ris. Delitti imperfetti 4, che andrà in onda a gennaio su Canale 5. Il personaggio che interpreta in Ris sembra tagliato su misura per lei: solo una coincidenza? «Più o meno. Daniele Ghirelli entra in scena per la prima volta e si discosta dalla figura tradizionale del carabiniere. Per questo mi è piaciuto subito: spettinato, abilissimo in informatica, vive in un mondo a parte e ha una vita privata misteriosa. Quando poi ho saputo che non si separava mai - che splendesse il sole o piovesse a catinelle - dalla sua Ducati S2R rossa fiammante, l’entusiasmo per questa parte si è impennato. Comunque, il fatto che sapessi guidarla ha contribuito ad accentuare questa caratteristica della figura. Mi sono divertito parecchio». Com’è scoppiata la sua passione per la Ducati? «In assoluto preferisco le moto non elaborate e facili da gestire. Devono piacermi dal punto di vista estetico. Il mio primo acquisto è stato un giusto compromesso: un Monster 620 nero. L’ho comprato a inizio 2003 e l’ho inaugurato per l’esame di pratica. Purtroppo me l’hanno rubato l’anno successivo: mi è dispiaciuto talmente tanto che ho passato interi giorni a cercarlo. Poi un agente mi ha spiegato che ne rubavano dieci al giorno e che recuperarlo sarebbe stata un’impresa impossibile. Allora ho desistito e, nel 2005, mi sono preso una S2R. Rigorosamente nero opaco». La moto la aiuta a staccare la spina? «Senza dubbio, infatti salto in sella e giro la chiavetta appena posso. Mi aiuta a rilassarmi. Me la porterei pure a letto, come il commissario Ghirelli». Si ritaglia altro tempo per sé? ࿹࿹Per il giardinaggio. Abito in campagna, poco fuori Roma, e mi diletto a rasare il prato, potare le piante, concimare. Stare a contatto con il verde mi rilassa molto. Dal suono del motore al silenzio della campagna. Sono in contrasto, è vero. Però i semi vado sempre a comprarli in sella». L’ha modificata? «Ho sostituito gli specchietti originali (enormi come due orecchie di elefante) con un modello di dimensioni più piccole, le frecce con dei modelli meno voluminose. Infine ho eliminato il portatarga, che ho fissato sotto alla sella. Siedo così in alto che un giorno un vigile mi ha detto: ”Per multarti dovrei salire su un elicottero”». A proposito: quante volte è stato colto in flagrante? «Mai, non rischio e rispetto le regole. Capita che mi lasci andare a qualche zig zag in centro città, dove il traffico è un incubo, ma mi fermo lì. Aprirei il gas e azzarderei qualche piega tosta solo in pista: è un’emozione che non ho ancora assaggiato, ma spero di riuscirci presto. Per ora mi limito ad ammirare i sorpassi dei piloti del Motomondiale in tv. Le uniche gare cui ho assistito risalgono ai tempi del liceo, a Bra, in provincia di Cuneo dove si disputavano i campionati di motocross». Si considera un patito delle due ruote? ࿹࿹Per me restano un mezzo di trasporto e ne faccio un uso selvaggio. Non miro alla perfezione e non so metterci le mani࿺࿺. Non bada troppo nemmeno all’equipaggiamento? ࿹࿹La uso tutto l’anno e l’unico capo cui tengo è il giubbotto. Ne possiedo uno estivo della Ducati, e uno invernale della Dainese. Il mio problema sono i guanti. Non ne ho ancora trovato un paio che mi diano la perfetta sensibilità sul freno e sulla frizione, quindi mi muovo senza, a costo di scendere con le mani ghiacciate. Apprezzo i caschi personalizzati, ma il mio, che riprende il colore della carena, è normalissimo࿺࿺. La meta più bella dove l’ha accompagnata la sua moto? ࿹࿹Il ricordo più emozionante non riguarda un posto ma un viaggio. Quello da Torino a Roma, per portarla a casa. Mi ha permesso di arrivare a una nuova percezione del movimento che mi ha ribaltato la prospettiva: la strada è più vicina, ti sembra di toccare il paesaggio, ti senti più nudo e più vivo. Una vacanza, magari al mare mi alletta parecchio. Dovrei accessoriarla, per esempio con le sacche laterali che Ghirelli, il mio alter ego in Ris, ha aggiunto alla sua ”rossa”. Ma temo che non sia la moto più adatta al turismo, soprattutto per il passeggero». Si riferisce a Violante Placido? «Sì, le piace stare in sella e spesso è lei a proporre di uscire in moto per andare al cinema o al bar». Lei riesce a guidarla? «Ci ha provato e se l’è cavata bene al primo colpo. Però non penso proprio che abbia intenzione di prendere la patente». Qualche sogno nel cassetto? «La S4R. Non tradisco Borgo Panigale, mi trovo così bene! Ma c’è un dettaglio che mi frena: il colore, perché ho scoperto di recente che, per i nuovi modelli, non è previsto il mio prediletto nero opaco».