Telmo Pievani, La Stampa 12/2/2007, 12 febbraio 2007
«Il darwinismo, nella versione aggiornata e integrata di oggi, non dimostra scientificamente l’inesistenza di alcun dio né impedisce a chiunque di continuare a confidare nella sacralità della Natura, in una Mente che tutto ha pensato, o di credere a ogni sorta di entità immateriale»
«Il darwinismo, nella versione aggiornata e integrata di oggi, non dimostra scientificamente l’inesistenza di alcun dio né impedisce a chiunque di continuare a confidare nella sacralità della Natura, in una Mente che tutto ha pensato, o di credere a ogni sorta di entità immateriale». Tuttavia «vediamo chiaramente che se esistesse davvero un ”progetto” insito nella natura esso non sarebbe affatto intelligente né direzionato, poiché è assai difficile riscontrare nella storia naturale una linea universale di progresso, una finalità cosciente o una perfezione intrinseca. Al contrario, come molti scienziati hanno denunciato, la teoria del disegno intelligente crea un grande imbarazzo soprattutto a livello teologico, poiché radicalizza e drammatizza il problema del male nel mondo: come può un Dio che ha progettato questa storia naturale piena di morte, di sofferenza e di violenza, essere al contempo onnipotente e infinitamente buono?» [26]