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 2007  gennaio 07 Domenica calendario

Il ritorno dei morti tedeschi. La Stampa 7 Gennaio 2008. Un milione di soldati tedeschi caduti sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale nell’Europa dell’Est saranno riesumati dopo sessant’anni e avranno finalmente degna sepoltura in cimiteri di guerra che la Germania sta rapidamente allestendo

Il ritorno dei morti tedeschi. La Stampa 7 Gennaio 2008. Un milione di soldati tedeschi caduti sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale nell’Europa dell’Est saranno riesumati dopo sessant’anni e avranno finalmente degna sepoltura in cimiteri di guerra che la Germania sta rapidamente allestendo. Una decisione che però già suscita polemiche, perché tra quei corpi ci sono anche quelli di migliaia di Waffen SS reclutate nei Paesi alleati o occupati dal Reich nazista. La gigantesca operazione è già in corso in Russia, Ucraina, Bielorussia, dove durante l’ultimo conflitto furono uccisi 15 milioni di civili durante la feroce occupazione tedesca. E contemporaneamente sale il risentimento tra le popolazioni locali, che mantengono ancora viva la memoria di quelle stragi. Finora 520 mila scheletri sono stati esumati dalle fosse comuni, da vecchie trincee da tombe senza nome sparse nei campi di battaglia, e risepolti nei nuovi cimiteri di guerra. Altri 400 mila saranno esumati nei prossimi otto anni, altri 100 mila subito dopo. Le équipe di riesumazione tedesche stanno battendo soprattutto il sito delle più grande battaglia tra forze corazzate della storia, dove le forze della Wehrmacht subirono decine di migliaia di perdite: Kursk, in Russia. A Kursk verrà aperto nel 2009 il primo cimitero di guerra tedesco. Ma vaste ricerche sono in corso anche attorno a Stalingrado, altra battaglia chiave della campagna di Russia delle armate tedesche. Tuttavia il progetto è costantemente accompagnato da polemiche e sospetti. In Polonia, le autorità controllano sistematicamente il nome di ogni soldato riesumato (per lo meno quelli identificabili dalle targhette metalliche o altro) e lo confrontano con le liste dei criminali di guerra per assicurarsi che nessuno di loro finisca per aver un posto e un nome nei nuovi cimiteri. Con la Bielorussia e la Repubblica Ceca non ci sono ancora accordi intergovernativi per l’istituzione di cimiteri di guerra tedeschi. In Bielorussia, dove nella Seconda guerra mondiale venne trucidato il 25 per cento dell’intera popolazione, finora solo duemila dei 150 mila caduti tedeschi sono stati riesumati e risepolti. Nel Sud della Russia ci sono voluti sei anni di negoziati per sgomberare le paure che un cimitero di guerra tedesco finisse per glorificare i soldati della Wehrmacht. Alla fine, dopo una serie di missioni diplomatiche in Germania, le autorità locali hanno dato il permesso di costruire un cimitero militare a Krasnodar, ai piedi del Caucaso, che dovrebbe essere aperto tra pochi mesi. In altre parti della Russia è invece esplosa la polemiche circa la riesumazione della salme delle Waffen SS olandesi. Il governo dell’Aja si è rifiutato di prestare alcun aiuto all’operazione, sostenendo che gli olandesi che si erano arruolati nelle formazioni naziste avevano automaticamente perso la cittadinanza e quindi la responsabilità di una loro ricerca era totalmente nella mani della Germania. I collaborazionisti russi, che combatterono tra le file tedesche contro la madrepatria, sono anch’essi al cento delle controversie. stato impossibile informare parenti o discendenti: i russi negano semplicemente che ci possa essere stato una simile forma di collaborazione con i nazisti. Quegli uomini, per loro, non esistono. In realtà, centinaia di questi collaborazionisti russi e ucraini - membri dell’Armata di liberazione russa formata da Berlino soprattutto per ragioni propagandistica - morirono combattendo l’Armata rossa in Polonia alla fine del 1944. Altra ragione di feroci polemiche e vecchie ferite che si sono riaperte è la sorte dei soldati spagnoli (sia volontari che coscritti) spediti dalla Spagna ufficialmente neutrale di Franco a dar man forte a Hitler. Su 45 mila che complessivamente furono mandati sul fronte orientale, almeno 5 mila morirono in combattimento durante l’assedio di Leningrado. Saranno riseppelliti a Novgorod, un centinaio di chilometri a sud della città, oggi San Pietroburgo. DAVID KEYS