Marco Cremonesi, Corriere della Sera 8/11/2007, 8 novembre 2007
MILANO
Roberto Formigoni non è solito usare mezzi termini: «Si tratta del più drastico taglio sulle tasse mai effettuato in Italia da una Regione». La giunta lombarda ieri ha infatti approvato una manovra per il 2008 che prevede, tra l’altro, l’azzeramento dell’addizionale regionale sull’Irpef per i redditi fino a 15.493 euro e il taglio di dieci euro sul ticket per le prestazioni specialistiche ambulatoriali. Il tutto, per un alleggerimento complessivo della pressione fiscale di 250 milioni di euro. Ai quali il governatore lombardo aggiunge «i 170 milioni di tagli sui trasferimenti statali alla Lombardia operati in questi anni». I provvedimenti sono inseriti in un bilancio da 23.995 milioni di cui 15.540 per spesa socio-sanitaria.
L’ipotesi era nell’aria da tempo. Roberto Formigoni ci teneva a dare un segnale che anticipasse gli alleggerimenti fiscali e in tema di partecipazione alla spesa sanitaria in discussione nella finanziaria. E ieri, appunto, ha scoperto le sue carte. In sostanza, i cittadini con un reddito fino a circa 15.500 euro non pagheranno più l’addizionale regionale sull’Irpef. Non sono pochi: sulla base di dati che la regione attribuisce all’Agenzia delle entrate, si tratta di oltre 4 milioni di contribuenti, in pratica due su te. Coloro che dispongono di reddito superiore, pagheranno l’addizionale soltanto per la parte eccedente il tetto dei 15.500 euro. Secondo la Regione, si tratta di uno sconto di un centinaio di euro all’anno per contribuente.
Assai attesa anche la seconda novità annunciata ieri: la scomparsa della componente regionale sui ticket per le prestazioni specialistiche ambulatoriali. Uno sconto per i lombardi che la Regione quantifica in una cinquantina di milioni all’anno. In sostanza, dagli attuali 46 euro se ne pagheranno 36, al netto delle decisioni del parlamento sulla componente nazionale del ticket. In realtà, le opposizioni minimizzano questo sgravio, visto che la Lombardia è stata la prima Regione ad aver introdotto tale ticket. Per dirla con Mario Agostinelli di Rifondazione comunista, «Formigoni restituisce soltanto una parte del maltolto».
Ma lui, il governatore lombardo, giubila: « un risultato unico, frutto di dodici anni di cura quotidiana al sistema regionale. Da una parte non abbiamo smesso un istante di puntare all’eccellenza, al miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni. Dall’altra, il lavoro è stato quello di limare, di migliorare l’efficienza, di motivare il personale». Giusto oggi, Formigoni ha in programma un incontro con i sindacati per aumentare fuori dal contratto nazionale lo stipendio agli infermieri. Per «finirla con l’ipocrisia che lo stipendio uguale per tutti garantisce l’uguaglianza, Milano non è come Crotone in quanto a costo della vita ». Il nome che ha dato all’iniziativa è «Contratto integrativo regionale sulla produttività ».
L’architetto della manovra è l’assessore Romano Colozzi, che è anche il coordinatore nazionale degli assessori economici: «Con i provvedimenti adottati oggi la Lombardia fornisce un esempio chiarissimo di come le istituzioni possano con il rigore e l’efficienza migliorare i servizi e ridurre la pressione fiscale». Formigoni sintetizza: « la dimostrazione che "meno tasse per tutti" è possibile».