Paola Sorge, la Repubblica 7/11/2007, pagina 43., 7 novembre 2007
La pittrice tedesca Angelica Kauffmann era una delle più richieste nella seconda metà del Settecento
La pittrice tedesca Angelica Kauffmann era una delle più richieste nella seconda metà del Settecento. Sposata con il mediocre artista Antonio Zucchi, molto più vecchio di lei, aveva il suo atelier a Roma, in via Sistina che allora si chiamava Strada Felice. Qui, in un piovoso pomeriggio di novembre del 1786, le fece visita Wolfgang Goethe. Il poeta rimase incantato dall’artista allora quarantacinquenne (era più grande di lui di otto anni). Lei se ne innamorò ben presto, gli fece un ritratto, lo invitava ogni domenica a pranzo a casa sua, lo accompagnava a visitare le gallerie d’arte. Goethe disse sempre che la Kauffmann non fu altro che una una carissima amica: le raccontò anche del suo amore per la giovane milanese Maddalena Riggi. Forse però il sentimento del poeta era più profondo, tanto che rimasero in contatto scrivendosi parecchie lettere per molto tempo dopo che Goethe era tornato in Germania. Schiller a tal proposito notò che il suo amico diventava particolarmente malinconico quando ricordava la sua amica pittrice.