varie, 7 novembre 2007
Giuseppina Franzino, di anni 78. Piemontese, vedova da anni, abitava in cima a una collina in un casolare isolato, sporco e disordinato, col figlio Giovanni Garbero di anni 53, idraulico e manovale in una ditta di Alba
Giuseppina Franzino, di anni 78. Piemontese, vedova da anni, abitava in cima a una collina in un casolare isolato, sporco e disordinato, col figlio Giovanni Garbero di anni 53, idraulico e manovale in una ditta di Alba. Costui martedì scorso, alle cinque di mattina, le sparò alla testa un colpo di calibro 7,65, scavalcò il cadavere riverso a faccia in giù sul pavimento, pulì alla meno peggio la pistola, la ficcò in un cassetto, si cambiò gli abiti sporchi di sangue e come al solito montò sul treno per andare a lavorare. Verso le dieci il postino, che si inerpicava fin lassù giusto una volta al mese, notò un piede che sbucava dall’uscio e affacciandosi vide il corpo intero della vecchia in una pozza di sangue. Tra le 5 e le 6 di mattina di martedì 6 novembre in una acscina a due chilometri da Sanato di Spigno Monferrato, in provincia di Alessandria.