Vittoria Puledda, la Repubblica 7/11/2007, 7 novembre 2007
MILANO
Giornata di record ieri sui mercati finanziari. Record non sempre positivi per le conseguenze sulle tasche dei consumatori, ma quasi esaltanti per la rincorsa ai rialzi che è andata in onda per tutta la giornata fissando di volta in volta nuovi massimi.
A partire dalle quotazioni del petrolio e dell´euro: ieri la moneta unica europea ha più volte ritoccato al rialzo i valori massimi, toccando poi un nuovo record assoluto a quota 1,4571 contro gli 1,4458 della vigilia. «Meglio così che il contrario», ha laicamente commentato Jean-Claude Juncker, presidente dell´Eurogruppo, anche se ha chiosato subito: «L´euro non può apprezzarsi all´infinito» ed ha aggiunto: «Abbiamo notato con interesse che il governo Usa ha detto che un dollaro forte è nell´interesse dell´economia americana». Il primo ministro lussemburghese ha concluso sottolineando di «essere allergici a una eccessiva volatilità» ed ha confermato di ritenere che un tasso di cambio «debba riflettere i dati economici fondamentali»; che, tuttavia, per quanto riguarda gli Stati Uniti non segnalano grande forza, anche per la crisi dei mutui subprime, tanto che ieri per tutta la giornata Wall Street è stata piuttosto riflessiva.
In realtà, la forza della moneta unica comincia ad impensierire non poco autorità e classe imprenditoriale in Europa. «E´ un problema enorme, con effetti devastanti», ha dichiarato senza mezzi termini il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, sebbene, ha ammesso, «dobbiamo abituarci a convivere con un dollaro debole». Gli ha fatto eco il presidente della Piaggio, Roberto Colaninno: «Il dollaro debole ci sta penalizzando». E probabilmente anche nel prossimo futuro le quotazioni resteranno deboli: il mercato infatti specula su un prossimo taglio dei tassi da parte della Fed, entro la fine dell´anno, mentre non si nutrono altrettante speranze da parte della Bce, in Europa.
La nota positiva è che la forza della moneta europea sta in parte mitigando il caro-petrolio. Anche per il greggio, infatti, ieri è stata una giornata di grandi record (insieme all´oro, volato ai massimi da 28 anni a questa parte): il barile infatti è stato scambiato a 97 dollari per la qualità Wti mentre a Londra il Brent è salito oltre i 93 dollari a barile, il valore più alto da quando sono stati introdotti i future sul petrolio, nell´88. Rialzi che non hanno mancato di riverberasi già sui prezzi al dettaglio: ieri il prezzo consigliato dalla Shell ha raggiunto gli 1,364 euro a litro, mentre il gasolio Total ha toccato il nuovo massimo di 1,259 euro a litro, ma un po´ tutte le compagnie hanno consigliato ritocchi, ad eccezione dell´Agip che lo aveva già fatto pochi giorni fa e ormai un pieno per una macchina di media cilindrata (circa 40 litri di serbatoio) costa oltre 54,5 euro alla pompa di benzina, con servizio.
E sempre ieri c´è stato un altro record, ma stavolta solo di segno più: quello della matricola Alibaba.com. Il portale di e.commerce business to business ha fatto il suo esordio alla Borsa di Hong Kong quasi triplicato il prezzo di collocamento: al primo giorno di quotazioni, infatti, il titolo è salito sino al 193%.