varie, 5 novembre 2007
Luigi Zippo, guardia giurata di anni 57, separato, padre di un ragazzo, e Giuseppe Di Sanfelice di anni 55, sposato con Stefania, una figlia di nome Margherita, titolare di un laboratorio di tatuaggi
Luigi Zippo, guardia giurata di anni 57, separato, padre di un ragazzo, e Giuseppe Di Sanfelice di anni 55, sposato con Stefania, una figlia di nome Margherita, titolare di un laboratorio di tatuaggi. I due si trovarono a passare sotto casa di Angelo Spagnoli, 52 anni, ex tiratore scelto dell’esercito, proprio la sera in cui costui, in pugno una carabina Marilin e una magnum 357, affacciato dal balcone sparò sulla folla almeno cinquanta colpi che fecero due cadaveri e sette feriti. Spagnoli, «schivo e taciturno», solito passeggiare per Guidonia in tuta mimetica, s’era congedato dall’esercito nel 1991, col grado di capitano, dopo quindici anni di carriera. Un figlio e un matrimonio di nove mesi alle spalle, il giorno dopo il sì era già in casa della mamma, unica donna amata in vita sua. Da anni era tornato a vivere con lei e con la sorella, a tavola imponeva il silenzio «perché casa è piena di microspie, i nemici ci ascoltano», tempo fa s’era affittato un appartamento all’ultimo piano dove le donne non potevano metter piede, per difendersi «dai cecchini» aveva foderato le finestre col cartone, aveva poi murato la porta del terrazzo sostituendola con una botola tarata sul suo peso e la sua altezza che gli dava accesso al tetto, s’era costruito un allarme sonoro "a calpestio" e lungo le scale aveva piazzato quindici canne in acciaio cariche di proiettili calibro 12, collegate ad altrettanti tiranti che avrebbero consentito l’innesco simultaneo con un movimento del polso. Ai carabinieri che lo fecero arrendere dopo due ore di spari, disse «voi non potete capire, voi non potete immaginare». Sua madre, convocata quella notte stessa in Questura, fece sapere ai poliziotti che Angelo «non ha nulla che non va». Alle 19 di sabato 3 novembre in via Fratelli Gualandi a Guidonia.