Giornali Vari, 29 ottobre 2007
Anno IV - Centonovantaduesima settimanaDal 22 al 29 ottobre 2007Suicidio Due settimane fa un operaio quarantatreenne della Meloni di Tolentino s’è impiccato durante l’orario di lavoro in un magazzino dell’azienda
Anno IV - Centonovantaduesima settimana
Dal 22 al 29 ottobre 2007
Suicidio Due settimane fa un operaio quarantatreenne della Meloni di Tolentino s’è impiccato durante l’orario di lavoro in un magazzino dell’azienda. Aveva 43 anni. Ne conosciamo solo le iniziali: G.P. Ragione ultima del suo sconforto: quella mattina la macchina non gli era partita. Andando a scavare un po’ più indietro: in settembre la moglie aveva perso il lavoro. Ancora un po’ più indietro: quando le cose andavano ancora bene aveva contratto un mutuo da 50 mila euro per smetterla di vivere con i suoceri e comprarsi una casetta sua. Cinquecento euro di rata al mese. Con la moglie disoccupata non poteva più farcela.
Mutui Secondo i dati dell’Associazione Difesa Consumatori Utenti Bancari (Adusbef), i pignoramenti o gli altri atti conseguenti al mancato pagamento di una rata di mutuo sono in questo momento oltre 120 mila e aumenteranno del 19% dato che il 91 per cento dei tre milioni e mezzo di mutui esistenti in Italia sono a tasso variabile, dunque pagano caro l’aumento del costo del denaro. Siccome in Italia il valore degli immobili è ancora alto, l’insolvenza sempre più forte non ha conseguenze sul sistema bancario (però Unicredit ha perso almeno un miliardo sui subprime). Ma lo stato delle famiglie - in termini statistici - non è affatto tranquillizzante. Il giornalista Stefano Lorenzetto ha condotto una mini-indagine nella sua città, Verona (una delle più ricche d’Italia), e scoperto che gli alloggi sotto pignoramento sono in questo momento 1.341: nel 2000 il numero degli immobili messi all’asta per lo stesso motivo non superava le cento unità. Significa un aumento dell’846%.
Debiti Molta preoccupazione desta anche l’abitudine sempre più diffusa di chieder soldi in prestito per andare avanti nella vita di tutti i giorni. Non solo, cioè, per fare la spesa al supermercato, ma anche per pagarsi l’abbonamento alla palestra. Se la tendenza è quella americana non c’è da stare allegri: l’indebitamento personale medio di un cittadino Usa è pari al 106 per cento del suo reddito. Dati Bankitalia diffusi a metà settembre mostrano che siamo ancora lontani da queste assurdità: gli italiani il cui reddito è impegnato in prestiti, mutui e finanziamenti di vario tipo è pari al 49 per cento della popolazione, siamo cioè ancora tra i meno indebitati al mondo. Quella percentuale però - che adesso è del 49 - nel 2001 era del 30.
Americani La situazione americana - che dobbiamo guardarci bene dal raggiungere - è talmente grave che esistono laggiù i Debitori Anonimi, associazioni analoghe agli Alcolisti Anonimi, in cui gli indebitati e le indebitate che non possono resistere a comprar qualcosa profittando delle finte facilità concesse dalle carte di credito si confessano pubblicamente e confessandosi tentano di disintossicarsi. Vi sarebbero ogni giorno in tutti gli Stati Uniti cinquecento riunioni di questo tipo.
Sme La Cassazione ha definitivamente assolto Berlusconi dall’accusa di corruzione nel processo Sme.
Antonelli Laura Antonelli riceverà dallo Stato un risarcimento di 108 mila euro, motivato della «irragionevole durata» del suo processo. Così ha sentenziato la Cassazione, valutando l’«eccedenza» della fase processuale in sei anni. In realtà il calvario dell’attrice è durato nove anni, dal 27 aprile 1991 - quando fu trovata in possesso di 36 grammi di cocaina e accusata di essere una spacciatrice - fino al 2000, quando in appello fu assolta perché riconosciuta soltanto tossicamene. Come si sa, adesso la Antonelli conduce vita ritiratissima, non vuole vedere nessuno, maledice gli eccessi della sua vita passata e i molti errori commessi.
Processi In Italia una causa civile dura mediamente 2.276 giorni fino alla sentenza di secondo grado, una causa penale 1.424 giorni fino all’appello, più un altro anno per la Cassazione. Se alla lunghezza del procedimento aggiungiamo i tempi dimezzati delle prescrizioni, arriviamo alla conclusione che quasi tutta la macchina della giustizia gira inutilmente. L’indulto ha reso superflui i processi con condanne inferiori ai tre anni (che bisogna celebrare lo stesso, ma alla fine dei quali il reo va liberato), le legittime astuzie dei difensori prolungano quasi sempre i tempi in modo che si superi il periodo della prescrizione. I rimedi sarebbero: abolizione di qualche grado di giudizio e soprattutto possibilità di appellarsi solo in presenza di elementi davvero nuovi e non considerati nella prima fase. La prescrizione è stata inventata per non continuare a cercare colpevoli di delitti di cui s’è persa memoria. Ma quando ci sono i rinvii a giudizio, o addirittura le condanne, francamente non ha più senso. Aiuterebbe anche - e fortemente - una magistratura (e sto parlando qui pure dei pm) meno impreparata, meno chiacchierona, meno vogliosa di andare sui giornali, meno politicizzata. Infine: la lentezza del processo conviene grandemente agli avvocati e il nucleo più forte di deputati e senatori è costituito proprio dagli avvocati. I quali - non ci si crederebbe - mentre ci rappresentano in Parlamento, continuano a esercitare la professione, ignari di ogni conflitto d’interesse.
Argentina In Argentina è stato eletto presidente Cristina Fernández, 54 anni, detta ”la Pinguina”, moglie del presidente uscente Néstor Kirchner. Non si tratta di una candidatura di facciata per far restare al potere il marito sotto mentite spoglie, perché Cristina è un senatore di lungo corso, molto capace e preparata. Non c’erano inoltre impedimenti alla rielezione di Néstor, che era in testa in tutti i sondaggi. Piuttosto la coppia intende dar vita a un potente partito familiare: mentre lei guiderà il paese dalla Casa Rosada, lui - forte delle relazioni strette in questi anni di presidenza - si dedicherà alla creazione di questa nuova formazione politica. I Kirchner sono vissuti dalla maggioranza della popolazione come gli artefici della rinascita economica e l’identificazione di lei col vecchio mito di Evita Peron è perfino troppo facile (anche se sbagliata). Gli avversari li accusano di brogli e di voler perseguire una politica troppo antiamericana.
Fiat La Fiat ha aumentato spontaneamente lo stipendio ai suoi dipendenti, facendogli trovare 30 euro in più nella busta paga di questo mese e spiegando l’atto unilaterale così: «Abbiamo voluto dare un segnale di attenzione ai dipendenti per l’importante contributo ai buoni risultati del gruppo». I sindacati si sono arrabbiati: è in corso da tempo immemorabile la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e le tre organizzazioni di categoria (Fim, Fiom e Uilm) chiedono 117 euro in più al mese. Il gesto unilaterale di Marchionne - che anticipa gli aumenti a venire - mette poi in dubbio il fatto che qualunque miglioramento non possa che essere ottenuto dal sindacato. Come comportarsi quando un padrone fa di testa sua e tu capisci che ti può precedere? Altre aziende - come Ilva e Riello - hanno subito seguito Fiat nella concessione unilaterale dei 30 euro.
Mafia La mafia, con 90,5 miliardi di fatturato (conteggiato nel Pil) è la prima azienda italiana: l’Eni ne fattura infatti 86, le Generali 65, la Fiat 52, la Telecom 38,5. Impressionanti anche gli altri dati: i commercianti hanno pagato sei miliardi di pizzo, tenendo in scacco 160 mila persone, la maggior parte delle quali (132 mila) vivono in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. La diffusione di queste notizie ha reso ancora più incomprensibile la spaccatura interna al governo sul cosiddetto ”pacchetto sicurezza”: il ministro Amato è stato costretto a rinviare di una settimana l’esame dei provvedimenti perché i capi dei vari dicasteri non sanno decidere quanto deve essere dura la linea.