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 2007  novembre 04 Domenica calendario

La paura del diverso: all´indomani del raid anti romeni, l´Italia scopre che la xenofobia non è mai morta e l´intera Europa si guarda allo specchio

La paura del diverso: all´indomani del raid anti romeni, l´Italia scopre che la xenofobia non è mai morta e l´intera Europa si guarda allo specchio. I tutte le capitali ci si chiede se le parole d´ordine comunitarie sul valore del confronto fra le diverse culture siano radicate come si poteva sperare. Ma lo sguardo non è rassicurante. I partiti xenofobi si sono fanno largo, conquistano seggi nei parlamenti nazionali e a Strasburgo, diffondono messaggi d´odio. A facilitare la loro strada ci sono i forse inevitabili disagi della multiculturalità, ma anche le contraddizioni sulle politiche dell´immigrazione. L´ultima a scoprirsi ogni giorno più xenofoba è stata la Svizzera. Nelle elezioni dell´ottobre scorso il partito Svp dell´ultrapopulista Christoph Blocher ha consolidato il suo radicamento nell´Unione, ottenendo il 29 per cento dei voti e staccando i socialdemocratici di dieci punti percentuali. L´intera campagna era stata giocata sul tema dell´immigrazione, con manifesti apertamente xenofobi. In Germania l´attenzione all´estrema destra è da sempre molto elevata: se la galassia dei movimenti neonazisti sembra relativamente sotto controllo, a suscitare preoccupazioni è ora la Npd, il partito nazionaldemocratico, legalmente registrato, che ottiene finanziamenti pubblici per 1,4 milioni di euro e ha rappresentanti nei parlamenti regionali di Sassonia e Meclemburgo-Pomerania. La Spd ne ha chiesto la messa al bando, la cancelliera Angela Merkel per ora non è d´accordo. L´Olanda ricorda lo choc dell´ascesa e dell´assassinio di Pim Fortuyn. Nel 2001 il leader populista aveva dichiarato che «l´Olanda è piena». Un anno dopo è stato assassinato da un immigrato. L´Austria non ha dimenticato l´isolamento imposto dai partner europei ai tempi in cui al governo partecipavano i liberali di Jörg Haider, ultranazionalisti e xenofobi. Haider lascerà poi il partito, ma nel frattempo il paese ha varato nuove norme sull´asilo, considerate le più restrittive d´Europa. In Francia un veterano dell´esercito, Jean-Marie Le Pen, è diventato il simbolo della xenofobia. Usando la sua eloquenza e slogan populisti ha fondato - era il 1972 - il Fronte Nazionale e nel 2002 è riuscito persino ad arrivare al ballottaggio nelle elezioni presidenziali, battendo l´ex premier Lionel Jospin. Razzista e antisemita, è a favore della pena di morte e si è battuto per leggi molto restrittive sull´immigrazione chiedendo anche l´uscita della Francia dall´Unione europea. La Polonia ha rispolverato atteggiamenti antisemiti grazie all´arrivo dei gemelli Kaczynski, Jaroslaw e Lech, rispettivamente primo ministro e capo dello stato. La loro xenofobia era basata soprattutto sul richiamo a radici cristiane, intese come parte dell´identità polacca e opposte di conseguenza ad ogni "diverso". (g.cad.)