Fabrizio Roncone, Corriere della Sera 4/11/2007, 4 novembre 2007
ROMA – Dovreste averlo presente, Piero Sansonetti. Il direttore di Liberazione visto e ascoltato in molti talk-show, quello con la barba, una barba solo apparentemente incolta, con i maglioni e le giacche di velluto, molto (classico) look di sinistra e molto bravo lui, Sansonetti, bravo e furbo (capace di intuire, provocare, azzardare) e quindi naturalmente molto, e per qualcuno troppo, politicamente spregiudicato
ROMA – Dovreste averlo presente, Piero Sansonetti. Il direttore di Liberazione visto e ascoltato in molti talk-show, quello con la barba, una barba solo apparentemente incolta, con i maglioni e le giacche di velluto, molto (classico) look di sinistra e molto bravo lui, Sansonetti, bravo e furbo (capace di intuire, provocare, azzardare) e quindi naturalmente molto, e per qualcuno troppo, politicamente spregiudicato. Così ieri Staino, sulla prima pagina dell’Unità, in una sua vignetta, l’ha disegnato e steso su un divano, di quelli che trovi da certi psicanalisti: accanto, seduto, e nelle vesti appunto del medico, Berlusconi. Dice Sansonetti: «...E quindi mi son chiesto: perché restare in questo governo?». Il Cavaliere: «Ottimo Sansonetti, scavi scavi...». evidente il riferimento a un concetto che Sansonetti ha espresso davvero, appena tre giorni fa, giovedì, quando ha aperto il suo giornale con un titolo che, per Rifondazione comunista, proprietaria del quotidiano – e però anche per Prodi, e per tutta l’Unione – è stato un pugno: «Domanda (proibita) alla Sinistra: perché restiamo in questo governo?». Non s’è mai capito, fino in fondo, quanto Sansonetti ascolti l’ex líder maximo del partito, Fausto Bertinotti. Dicono poco. O qualche volta. E comunque non sempre. Tuttavia, in quest’ultima circostanza, occorre rilevare che, a poche ore dall’esplosiva titolazione, la senatrice Rina Gagliardi, da molti ritenuta assai vicina a Bertinotti, ha poi detto al Corriere: «Pieroha esplicitato una domanda molto diffusa nella sinistra italiana». Non a tutta la sinistra, però, a quanto sembra. Il senso della vignetta di Staino, infatti, è eloquente: invocando un’esplicita uscita dal governo, Sansonetti sembra fare un implicito favore a Berlusconi. Può essere? Ritanna Armeni, elegante e colta partner di Giuliano Ferrara a Otto e mezzo, su La 7, è una delle migliori amiche di Sansonetti. Un rapporto intensificatosi negli anni trascorsi insieme all’Unità, pure se poi i due si conoscono dal Sessantotto, quando Sansonetti – l’ha raccontato lui, a Claudio Sabelli Fioretti – si aggirava all’università in compagnia di Paolo Flores d’Arcais, Piero Bernocchi e anche Franco Piperno, Lanfranco Pace e Adriana Faranda (tra l’altro, un giorno fu lì lì per usare persino una spranga di ferro contro un picchiatore fascista, «però mi fermai in tempo, pensando: ma sono diventato matto? »). Armeni, senta: ai tempi dell’Unità,di cui per altro il suo amico è stato condirettore, si sapeva che Sansonetti, un po’ anche in virtù di una fede calcistica milanista, avesse un certo interesse per il fenomeno Berlusconi. Anzi, secondo il ricordo di alcuni, egli arrivò persino a chiedere un’intervista esclusiva all’allora emergente presidente- imprenditore. «E allora? Non capisco». Ecco, qualche perfido sostiene che Sansonetti, in fondo, subisca, magari inconsciamente, come insinua Staino, il fascino del Cavaliere: può essere? «Guardi, è escluso. Piero non subisce il fascino di nessuno». Però... «Però è un grande giornalista. Lo scriva. Un talento. Intellettualmente onesto. E con una capacità unica, mi sembra ». Quale? «Rende espliciti i tormenti della sinistra». Ne è sicura? «Ci sentiamo almeno una volta al giorno e, anche mezz’ora fa, stava lì, appassionato a spiegarmi i dati che ha scoperto... ». il titolo di ieri di Liberazione: «Emergenza crimini? Un imbroglio. Lo dice il Viminale». E giù un editoriale, e poi dati, statistiche, per denunciare una campagna «basata sulla menzogna e la xenofobia». Poi però c’è la voce di Sandro Curzi, consigliere d’amministrazione Rai in quota Rifondazione ed ex direttore del Tg3 ai tempi di Telekabul e di Liberazione. «Xenofobia? Sansonetti dice questo? Sono appena tornato dai funerali della signora Reggiani, aggredita e uccisa da... e io, fossi in Piero, starei attento a non cogliere le richieste di sicurezza della gente comune». Lei, Curzi è piuttosto... «In imbarazzo. Perché fui io a dire a Bertinotti che Sansonetti era la persona giusta per succedermi alla guida di Liberazione... Purtroppo, devo rilevare che, con certi atteggiamenti massimalisti, Piero fa una cortesia a Berlusconi e un torto a Veltroni». Questo ieri lo scriveva pure Europa, il quotidiano della Margherita che fu. Rubrica firmata da Robin: «Sansonetti vuole uscire dal governo, parla con i fascisti e non con Veltroni». Anche se poi, per spiegare i rapporti con Veltroni (complessi, tra stima e rivalità) sono antichi e risalgono ai tempi dell’Unità, dove il giovane Walter sbarcò giovane e ambizioso, per nulla disposto ad avere in redazione tipi barbuti svelti di testa e di fascino (oh, quante compagne-giornaliste speravano d’incrociare quello sguardo...) Sansonetti, di quel periodo, non parla ovviamente mai molto volentieri. Casomai, se spinto sull’amarcord, preferisce i tempi del liceo Massimo («Una scuola di preti, che frequentavo con Luca di Montezemolo e Lupo Rattazzi, figlio di Suni Agnelli...»).