Varie, 2 novembre 2007
GARGIULO Nicoletta
GARGIULO Nicoletta Sorrento (Napoli) 18 agosto 1975. Sommelier. La migliore d’Italia, unica donna a vincere il concorso nazionale dopo vent’anni di supremazia maschile • «Confessa: ”Prima di frequentare i corsi per diventare sommelier, bevevo soltanto Coca-Cola e aranciata... avevo 25 anni. Fu una folgorazione”. Ammette: ”Una volta, mentre assaggiavo il vino da servire a un tavolo del ristorante Don Alfonso sulla Costiera Amalfitana, dove ho lavorato per quattro anni, il cliente americano si rivolse a me, con tono scherzoso ma non troppo: ”Lei non può degustare alcolici, è minorenne!’”. Sogna: ”Vorrei sposarmi al più presto con il mio Luigi, che fa lo chef, e poi festeggiare a Parigi insieme, brindando con un grande Borgogna, magari un Romanée Conti” [...] è riuscita a individuare due dei tre vini del ”blind test” all’esame finale: un Trebbiano d’Abruzzo, un Sangiovese Rosso Conero e una Vernaccia di Oristiano; poi ha superato la barriera dei distillati; infine ha battuto tutti con la sua presentazione in inglese di un servizio al tavolo, che si può rivedere addirittura in Internet, sul sito YouTube. ”Ero emozionata, a Trieste, dove sono arrivata nel gruppo per la finale: prima i sedici migliori, poi la sfida a tre. E io, sempre, unica donna”. Una selezione durissima, come a Salsomaggiore per miss Italia, ma nel complesso mondo di Bacco servono competenza e professionalità, per emergere. Nicoletta non si è persa d’animo e ha battuto tutti, dopo una carriera fulminante. Diplomata all’alberghiero di Vico Equense, dal 1999 è entrata nella ristorazione. diventata sommelier ufficiale dell’Hotel Delfino a Massa Lubrense nel 2002, per poi passare come ”seconda” accanto al responsabile della cantina, Maurizio Cerio, del famoso locale di Alfono Iaccarino a Sant’Agata sui due Golfi: ”Vi ho lavorato dal 2003 al 2006. Ora con il mio fidanzato Luigi Tramontano gestiamo il ristorante dell’agriturismo Casa Scola di Gragnano: olio, vino e cucina campana di qualità”. Lei e lui, un amore scoppiato tra i fornelli? Ammette Nicoletta: ”Sì, ci siamo fidanzati quando eravamo dai Iaccarino. Sapesse quanto mi è utile! Quando non so come abbinare un vino a un piatto, lui mi aiuta... Credo che la bravura di un sommelier si possa esprimere soprattutto negli accostamenti con un vino a bicchiere”. E difende una peculiarità ”rosa” nell’analisi sensoriale: ”Noi donne siamo più attente, è dimostrato scientificamente. Mettiamo i profumi in una sorta di ”cassetto’ del cervello e poi li confrontiamo”. Ma allora, perché le donne sono così rare, sia tra i grandi chef - a parte forse Anne Feolde dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Valeria Piccini di Da Caino a Montenerano, Nadia Santini di Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, Lidia Alciati di Guido da Costigliole e poche altre - sia tra i grandi intenditori di Bacco? Lei risponde, orgogliosa: ”Quando le donne si impegnano, danno il meglio. Purtroppo siamo poche, dobbiamo ”cacciare’ fuori più grinta per emergere”. [...]» (Gigi Padovani, ”La Stampa” 2/11/2007).