Varie, 2 novembre 2007
Angelo Ogliari, di anni 45, rivenditore di auto a Crema. Dal 2002 litigava con l’ex moglie polacca Iolanda Lewandoska, 43 anni, per l’affidamento della figlioletta Diana, di anni 6
Angelo Ogliari, di anni 45, rivenditore di auto a Crema. Dal 2002 litigava con l’ex moglie polacca Iolanda Lewandoska, 43 anni, per l’affidamento della figlioletta Diana, di anni 6. Secondo la prima sentenza la bimba doveva stare con la mamma, ma nel 2005 i giudici in appello l’avevano data a lui. Allora la donna (che era stata sentita pronunciare la frase: "Piuttosto che ridargliela, l’ammazzo") aveva portato Diana dai nonni a Poznan, 400 chilometri da Varsavia, ed era tornata da sola a Crema, continuando la sua convivenza con un uomo uruguaiano. Tornati in tribunale, la legge ribadì che a occuparsi di Diana doveva essere il padre. Quando però questi si presentò a casa dei nonni per far valere i suoi diritti, la bambina non c’era più: la mamma era passata a riprendersela per portarla chissà dove. Ogliari, disperato, aveva continuato a lanciare appelli scrivendo anche al presidente della Repubblica. Però martedì scorso (30 ottobre), mentre lui era in garage, qualcuno gli saltò addosso, lo picchiò, lo inseguì in casa e infine gli sfondò la testa a martellate. Pochi giorni prima di morire Ogliari aveva detto ai carabinieri di aver visto più volte degli sconosciuti seguirlo a bordo di una Renault. Qualcuno racconta di aver visto la Lewandoska in parrucca bianca aggirarsi per le vie della città. Giornata di martedì 30 ottobre, in una villetta dipinta di rosa in via Mascagni, a Cremosano, Crema.