La Stampa 2/11/2007, 2 novembre 2007
ROMA Hanno resistito per quasi due millenni, l’imperatore Aureliano le fece edificare per difentere la Città Eterna dai barbari
ROMA Hanno resistito per quasi due millenni, l’imperatore Aureliano le fece edificare per difentere la Città Eterna dai barbari. Ieri sera, però, un pezzo delle Mura Aureliane ha dovuto arrendersi - come dicono i vigili del fuoco - «alla vetustà e alla pioggia insistente di questi giorni». Un fronte di una decina di metri di quelle antichissime pietre che delimitano il centro di Roma, protetto dall’Unesco, è venuto giù in una manciata di secondi, nel viale Pretorio. Il crollo poteva provocare una tragedia. Proprio lì, infatti, sono soliti accamparsi i barboni e gli sbandati che gravitano attorno alla stazione Termini e alla vicina mensa della Caritas. Se nessuno è finito sotto le macerie, lo si deve all’Ama, l’azienda pubblica che si occupa dei servizi ambientali, e che pochi giorni fa aveva bonificato l’area. I senza-casa si erano allontanati, spostandosi con le loro povere cose sotto i portici della stazione ferroviaria. In un primo momento si era temuto il peggio. I vigili del fuoco, che avevano raggiunto il viale Pretorio dopo l’allarme dato dal personale della Caritas, si erano trovati davanti a uno spettacolo inquietante. Fra le macerie erano visibili grandi cartoni e alcuni materassi: l’eventualità che qualcuno fosse rimasto coinvolto nel crollo, insomma, era molto concreta. I vigili hanno scavato a lungo con le mani, spostando pietra dopo pietra. C’è voluta qualche ora, ma alla fine hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Anche monsignor Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma, in un primo momento aveva temuto che sotto i detriti fosse rimasto intrappolato qualcuno. «E’ un miracolo che nessuno sia stato coinvolto nel crollo - dice -. Fino a tre o quattro giorni fa proprio quel tratto delle mura costituiva il rifugio per decine di diseredati e sbandati: lì dormivano e, di giorno, si trattenevano in attesa dell’apertura della nostra mensa, che dista poche decine di metri dal punto in cui si è verificato lo smottamento». Se per fortuna non è costato la vita a nessuno, resta però il fatto che il crollo di ieri sera ha messo in evidenza tutta la fragilità del patrimonio archeologico della capitale e la necessità di interventi immediati, prima di altri disastri./