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 2007  novembre 02 Venerdì calendario

L’affascinante e stralunata scienza dei messaggi nascosti – da Paul McCartney scalzo sulle strisce di Abbey Road alle frasi nei dischi suonati al contrario – si arricchisce di un nuovo inaspettato capitolo: protagonisti Mikhail Gorbaciov, la pubblicità Louis Vuitton e l’ex agente russo assassinato quasi un anno fa a Londra, Alexander Litvinenko

L’affascinante e stralunata scienza dei messaggi nascosti – da Paul McCartney scalzo sulle strisce di Abbey Road alle frasi nei dischi suonati al contrario – si arricchisce di un nuovo inaspettato capitolo: protagonisti Mikhail Gorbaciov, la pubblicità Louis Vuitton e l’ex agente russo assassinato quasi un anno fa a Londra, Alexander Litvinenko. L’estate scorsa Gorbaciov ha accettato di fare il testimonial per la maison del lusso Vuitton. Campagna affidata alla regina delle fotografe Annie Leibovitz, e location evocativa: l’ultimo presidente dell’Urss è ritratto sul sedile posteriore di un’auto, lo sguardo intenso rivolto, fuori dal finestrino, al muro di Berlino. Accanto, una borsa dalla quale spunta una rivista. Il particolare è quasi impercettibile, ma se si ingrandisce molto la scritta in cirillico, si trova una frase oscura: «Omicidio Litvinenko - Volevano cedere un sospetto per 7.000 dollari». La rivista americana New York Magazine, che ospita la pubblicità nell’ultima pagina del numero in edicola, scrive: «Abbiamo avuto modo di dare un’occhiata alla foto più da vicino e... Accidenti! Gorby ha forse deciso di lanciare messaggi nascosti al mondo attraverso reclame di borse? ». Annie Leibovitz è nota per l’attenzione maniacale al dettaglio, e l’abitudine a creare complicità con il soggetto da ritrarre. La foto è molto netta, priva di fronzoli: ci sono Gorbaciov, l’auto, il muro, la borsa semi- aperta, la rivista. Niente altro. Perché scegliere proprio una scritta che evoca il misterioso omicidio Litvinenko? Il New York Magazine è il primo giornale a parlare del caso, e lo fa lasciando intendere di essere l’autore della scoperta, ma in realtà della «Gorbaciov-Litvinenko connection» si parla online da alcune settimane. Tanto che il conduttore del talk-show danese «den 11.time», il 24 ottobre scorso, ha fatto all’ospite in studio Gorbaciov proprio una domanda sulla scritta nella pubblicità. La risposta dell’ex leader sovietico non ha fatto che alimentare i dubbi: senza entrare nel merito, si è limitato a ripetere che Litvinenko ormai è morto, e che le autorità britanniche e russe dovrebbero cooperare per risolvere il caso. Qualche chiarimento comunque è arrivato grazie ad Alexandre Lévy e al suo blog «A l’est, du nouveau» sul sito del Courrier International. La scritta su Litvinenko è tratta dalla copertina dell’edizione del 28 maggio 2007 del New Times, settimanale russo successore del Novoie Vremia. La copertina del New Times mostra un passante davanti al sushi-bar di Londra «Itsu» dove Litvinenko venne avvelenato; nella pagina in alto a destra c’è l’appariscente testata del giornale su sfondo rosso, in alto a sinistra la scritta su Litvinenko. Qualche colpo di Photoshop e sparisce la testata rossa, sostituita dalla scritta e dalla foto del passante allargate in orizzontale: ecco l’immagine che sbuca dalla borsa di Gorbaciov. Alla Louis Vuitton cadono dalle nuvole: «Non ne sappiamo nulla – hanno risposto a Lévy ”, è Gorbaciov che ha deciso tutto della foto, dal luogo ai suoi vestiti». Strano che abbia scelto di «citare» Litvinenko, da lui mai particolarmente difeso. E ironico che il padre della glasnost (la trasparenza) finisca in un rebus tra muro di Berlino e borse di lusso.