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 2007  novembre 02 Venerdì calendario

MILANO

Quasi due milioni di dollari e nove anni di vita. Li ha dedicati a Scientology, Maria Pia Gardini, cugina di Raul, il re della chimica che si tolse la vita durante Tangentopoli. E ci ha scritto un libro, appena pubblicato: «I miei anni a Scientology», appunto, per spiegare come e perché lo ha fatto, e, soprattutto, perché ne è uscita. «Volevo farlo in punta di piedi – racconta ”, ma alla fine ho litigato ». E ammette: «Non poteva non succedere ».
Dal 1985 al 1994. Una parentesi, in settant’anni di esistenza. Da raccontare «perché altri non ripetano i miei errori». Libro a parte, lo fa tutti i giorni attraverso Aris, l’associazione per le ricerche e informazioni sulle sette, «così convinco i dubbiosi a lasciar perdere ». Impedire l’ingresso di nuovi adepti: uno degli obiettivi. E la guerra continua, anche se oggi Maria Pia Gardini è «libera », a tutti gli effetti.
Padrona di sé, ma schiacciata dai ricordi, purtroppo ancora vivi.
«Entrai in Scientology per mia figlia Federica».
Un passato da tossicodipendente, la voglia di ricominciare. La madre la segue, fino negli Stati Uniti. Poi l’approdo in Florida, nella base di Scientology a Clearwater. Ed è la svolta. Maria Pia studia e lavora. Vuole fare carriera nella gerarchia del movimento. Oltre alla volontà, ci vogliono i soldi, che a lei non mancano. Affronta ore e ore di auditing,
speciali sedute per approfondire conoscenze e capacità di apprendimento. Un livello dopo l’altro, per raggiungere gli anelli più elitari. Nel 1990 Federica muore. Maria Pia torna in Italia, decisa a tagliare i ponti. Ma la depressione la riporta in America. L’aspetta l’ultimo, grande passo: imbarcarsi su una nave per frequentare lo specialissimo corso «Ot8», alla ricerca della «verità rivelata». Costo: 32 mila dollari. Maria Pia non ci pensa due volte. Salpa. E l’avanzamento è garantito: «Diventai auditor del livello più elevato – racconta ”, in pratica ero io a tenere le sedute più costose». Il tempo passa, ma i conti non tornano. «Vedevo sempre più gente rovinarsi per frequentare i corsi, chi vendeva la casa, chi faceva dei prestiti. E loro sempre pronti a spingere le persone in quella direzione. Volevo andar via, ma sapevo che non sarebbe stato facile». Muore la madre e le cose si complicano: «Fui letteralmente assediata, volevano che facessi delle donazioni. Allora mi convinsi: se pago, mi lasciano andare. E così fu». Sborsati un milione e 800 mila dollari, Maria Pia ottiene il via libera. «Capirono che di più non avrei potuto dare». Poi, una volta in Italia, avvia le pratiche per riavere i soldi. La vita ricomincia, anche se all’appello mancano ancora un milione e 300 mila euro. E poi c’è un tarlo che non le dà pace: gli anni persi in Scientology. Arriva il libro. Ma la rabbia non passa. «Ancora oggi non so come ho potuto credere a tutto quello che mi dicevano». Ci riflette: «Promettevano che una volta liberati dai peccati, avremmo potuto rivedere le nostre vite precedenti. Se ho visto le mie? All’epoca ho pensato e detto tante cose, oggi non ci credo più».
Ieri la notizia del riconoscimento giuridico di Scientology in Spagna, arrivata sulla sua scrivania direttamente dalla Fecris (Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo): «Sono impazziti. C’è tutta Europa che lotta contro Scientology e loro li legalizzano. Non dimentichiamo che la Grecia ha negato il riconoscimento, la Russia pure, la Germania li sta massacrando, il Belgio sta preparando un megaprocesso. In Italia, per fortuna, l’iter è bloccato».
Non aggiunge altro. Solo che, da quando è uscito il libro, «un uomo l’ha seguita per tre giorni consecutivi», un gatto dal collo spezzato le è finito sull’uscio di casa, e qualcuno le ha squarciato le gomme dell’auto. C’è anche chi la chiama di notte, su un numero riservato. Paura? «No. Non ho nulla da rimproverarmi».