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 2007  novembre 01 Giovedì calendario

SERRA

SERRA Davide Genova 1971. Finanziere. Laureato della Bocconi, ex capo della ricerca globale sulla finanza di Morgan Stanley, nel 2007 ha fondato a Londra con Eric Halet l’’hedge fund” Algebris • «[...] C’è stata quella volta per esempio che ha alzato la mano in mezzo alla platea degli azionisti e, tagliente, si è rivolto a Rijkman Groenink: ”Perché non votiamo? Perché non permette agli azionisti di scegliere?”. Quella domanda di Davide Serra all’(allora) amministratore delegato di Abn Amro mirava a tenere aperta la battaglia a colpi di scalate attorno alla banca olandese. [...] quel giorno il banchiere rispose sprezzante al ragazzo italiano che si presentava all’assemblea di una banca plurisecolare con il suo fondo speculativo nato qualche mese prima. [...] l’offerta del consorzio di Royal Bank of Scotland sostenuta da Serra ha vinto perché era la migliore e il suo ”hedge fund” ha guadagnato il 40% nel primo anno di vita [...] Davide Serra ha una certa esperienza nello sfidare i pesi massimi della finanza internazionale. All’interno di uno di loro è cresciuto ed è diventato uno dei profili di punta della City di Londra: prima di lanciare Algebris Invest [...] con il francese Eric Halet, Serra è stato per cinque anni a Morgan Stanley. Economista laureato in Bocconi poi passato per Montepaschi, Serra nel gruppo americano è salito fino al grado di direttore generale e capo degli analisti bancari, premiato più volte fra i migliori d’Europa. in questi anni che inizia a conoscere i grandi banchieri italiani, da Alessandro Profumo di Unicredit, a Corrado Passera di Intesa Sanpaolo, a Matteo Arpe ai tempi in cui era capo operativo d Capitalia. [...]» (Federico Fubini, ”Corriere della Sera” 25/10/2007) • «[...] è l’uomo che vuole dare del tu alla grande finanza italiana. Niente timori revenziali, niente esitazioni nel pestare piedi blasonati [...] e un solo credo stampato là dove cuore e portafogli coincidono: ”I nostri investitori ci danno i soldi per un obiettivo molto chiaro, che noi si crei valore. Punto e basta”. [...] Ma chi è questo signore [...]? Un servitore di poteri forti o all’opposto un importatore di valori anglosassoni nella provincia italiana; uno speculatore ”mordi e fuggi” o più semplicemente un marziano a Milano? [...] Aria da bravo ragazzo e gergo anglofinanziario di rigore (il rialzo è ”upside”, lo stipendio la ”compensation”, si punta su un titolo perché c’è ”high conviction”), nessuna indulgenza sartoriale se non i gemelli sulla camicia azzurra, al posto del Rolex d’ordinanza un Polar di plastica con cardiofrequenzimetro (’lo uso per correre, del resto corro sempre”), un passato da giocatore di pallavolo in A2 (’là alzavo la palla perché ero troppo basso per schiacciare, ora con Algebris - scherza - ho le dimensioni adatte per fare le schiacciate”) [...] Idee spinte anche da un ego non esattamente trascurabile, che lo porta a spiegare come ”io sono stato considerato uno dei migliori analisti bancari in Europa e nel mondo”, a chiarire che ”nella finanza in Europa conosco tutti, in tutti i paesi”. Conosce tutti, Davide, e da del tu a tutti. Anche a quelli che preferirebbero gli si desse del lei o magari del ”vous”. E tra di loro ha già individuato alleati e nemici, sempre in nome della ”creazione di valore”. Alessandro Profumo? ”è quello che ha più innovato in Italia, supportando sempre la logica di mercato. Ha creato una delle maggiori banche europee e quindi il fatto che sia azionista di Mediobanca con un’influenza su Generali è senz’altro positivo”. [...]» (Francesco Manacorda, ”La Stampa” 1/11/2007).