Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  novembre 01 Giovedì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

SORENGO (Lugano) – Si attarda nella nursery, infilata in un vestitino da camera nero, con il suo «fagottino» fra le mani, gli occhiali rosa fucsia a fermare i capelli e i suoi 23 anni portati con semplicità e dolcezza.
Eccola, mamma Barbara Berlusconi, dopo mezz’ora di poppata e sorrisi. Alessandro, il suo primogenito, ha due giorni e gli acuti che impongono attenzione. Lei se lo coccola, lo placa a bacetti sulla fronte e gli sussurra chissacché. Felice? «Felicissima » risponde d’impeto mentre lo culla lungo il percorso nursery- stanza 611. Si può vedere la faccetta del piccolo? «Eccolo qui» fa lei sollevandolo un po’, perché l’erede del Cavaliere pretende di stare a pancia in giù. « andato tutto bene, sono davvero molto contenta» ripete Barbara. «Lui sta bene, pesa poco più di tre chili e settecento grammi. nato grande, il più grande di tutti». Nonna Veronica praticamente ha vissuto gli ultimi dieci giorni al fianco di Barbara, prima all’hotel Villa Principe Leopoldo ad aspettare che Alessandro decidesse di nascere (il parto è stato naturale e il termine era il 20 di ottobre), poi alla Sant’Anna, la clinica dove sono nati tutti e tre i suoi figli e adesso anche il suo nipotino, per lei il primo.
Anche nonno Silvio è in visibilio per il nuovo ometto di casa (di nipoti ne ha già avuti tre dai figli della sua prima moglie). «Papà è venuto a trovarci subito» conferma Barbara. « molto felice anche lui, come tutti, ed è anche molto orgoglioso del suo nipotino ». Il ritorno a casa? «Ancora non so quando mi dimetteranno. Vedremo» saluta puntando la stanza 611.
Quel «vedremo» vale per molte altre cose nella vita futura di Barbara. Per esempio per l’università. Le mancano pochi esami per la laurea in filosofia e chi la conosce scommette che il bambino non sarà certo d’intralcio alla sua determinazione. Presto tornerà a studiare e avrà la sua laurea.