Omero Ciai, la Repubblica 30/10/2007, 30 ottobre 2007
DAL NOSTRO INVIATO
BUENOS AIRES - Un tappeto di petali di rosa su un lato del palazzo presidenziale, la Casa Rosada che s´affaccia sulla Plaza de Mayo.
Dieci metri di fiori che mani anonime hanno appoggiato a terra e lungo l´inferriata che protegge l´ingresso per salutare con un tocco romantico questa vittoria al femminile. La Borsa, molto più pragmatica, l´ha salutata con un sostanzioso rialzo che, per ora, festeggia la continuità dinastica nella gestione dell´economia.
Meno appassionata, o forse troppo lunga, la notte. Quando Ségolène Royal s´è offerta ai fotografi tenendo per mano Cristina Kirchner, a sinistra, e Nestor, a destra, era molto tardi e, nel bunker della campagna, l´Hotel Intercontinental, non c´erano più di mille militanti peronisti. «Abbiamo vinto con un largo margine» (44,5% il dato finale) «ora lavorerò per approfondire i cambiamenti avviati nel 2003», ha detto la neo «Presidenta». Ma la prima svolta era il suo vestito. Quattro o cinque mesi fa quando divenne ufficiale che il presidente avrebbe lasciato il passo alla moglie in un classico, ma questa volta compiuto, rito peronista (il generale nel ”50 voleva far posto a Evita e lo fece invece, morendo 24 anni dopo, all´intrepida Isabelita), in molti storsero la bocca. L´immagine di Cristina non era esattamente quella di un buon candidato alla presidenza. Certo, la spinta dei successi del marito era forte, ma lei, ambiziosa e ribelle, era proprio antipatica. Bene, ora che ha vinto bisogna cambiarla quell´immagine: Cristina deve diventare vicina e popolare, una donna normale. Dunque, è la scelta dei suoi consiglieri, via gli abiti classici, le giacche, i pantaloni e anche il tailleur. una donna come tutte le altre con un bel vestitino a fiori da supermercato. Ma la trasformazione non si fermerà qui. La campagna è iniziata una settimana fa con una rarissima apparizione serale dell´allora candidata in tv. Davanti alle telecamere Cristina s´è concessa un po´ di privato raccontando il lungo braccio di ferro con la figlia Florencia che voleva convincere a chiudere il suo blog in rete. Ed eccola più madre e moglie come tutte le altre alle prese con la bimba adolescente.
C´è un altro aspetto simbolico che avrà importanza almeno nei primi mesi del nuovo mandato che inizia il 10 dicembre. Cristina presidente lavorerà di più a casa che in ufficio. Quattro anni fa, quando il marito divenne primo cittadino, lei si lamentò perché si sentiva scomoda sia nella residenza privata - la «quinta» di Olivos a 10 km dal centro della città - sia in quella ufficiale, la Casa Rosada. Poi, poco a poco, ad Olivos s´è abituata. E siccome si alza presto, corre una mezz´oretta nel parco, fa colazione con yogurt e acqua Nestlé (beve solo quella), è molto probabile che lavorerà nell´ufficio di casa gran parte della mattinata. Altra circostanza per darle un tocco «familiare». Nella sede del governo invece dovrebbero iniziare delle ristrutturazioni per consentire un po´ più di privacy femminile. Da tutto il primo piano verrà spostata la sala stampa e altri uffici minori in modo che l´ufficio presidenziale sia al riparo da sguardi indiscreti.
Mentre, se come tutti si aspettano, il marito ex presidente starà lontano dalla Casa Rosada, cambieranno anche le cucine visto che era Nestor colui che mangiava abbondante e con gusto, Cristina è molto più frugale e attenta alle calorie.
Di certo poi, lei dovrà rinunciare almeno in parte allo shopping. Non è bene vedere un presidente, per quanto femmina, saccheggiare i negozi della Quinta strada, come ha fatto Cristina tutte le volte ch´è passata da New York. Ma, al contrario del marito che pare annoiarsi tremendamente per tutto ciò che non sia l´economia, Cristina è una grande appassionata alla politica estera e viaggerà fuori dall´Argentina più del suo compagno. Sul fronte del governo almeno all´inizio i cambiamenti saranno pochi.
Cristina dovrebbe riconfermare quasi tutti i ministri scelti da suo marito. Il motivo, dicono a Buenos Aires, viene dall´esperienza della Bachelet in Cile. A Santiago appena eletta la prima «Presidenta» ha rivoluzionato l´esecutivo ma ha avuto, anche per questo, molti problemi d´inesperienza nella gestione del potere. «Non farò quell´errore», ripete Cristina che preferisce una squadra già collaudata ad un colpo d´immagine quale sarebbe quello di chiamare intorno a sé molte donne-ministro. I giornali scrivono che il suo sarà un governo senza «luna di miele» proprio perché il cambiamento avviene nella continuità dinastica marito-moglie e, anche per questo, se sbaglierà non avrà sconti dall´opinione pubblica del paese.