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 2007  ottobre 28 Domenica calendario

Nell’infinita e feroce guerra fra il rock e il fisco, la cronaca odierna registra un altro caduto sul campo dell’onore: è Paul Hewson di anni 47, in arte Bono, professione cantante degli U2

Nell’infinita e feroce guerra fra il rock e il fisco, la cronaca odierna registra un altro caduto sul campo dell’onore: è Paul Hewson di anni 47, in arte Bono, professione cantante degli U2. Lui, e i suoi baldi compagni David Evans, alias The Hedge, chitarrista, Larry Mullen, batterista, e Adam Clayton, bassista, sono stati beccati con le mani nella marmellata dell’elusione. Precisiamo subito, per la serenità dei fans e degli avvocati, che - per quanto possiamo capirne - non c’è nulla di illegale nel meccanismo escogitato dal campione della solidarietà e dal resto della band, o dai loro agguerriti consulenti. A farla semplice semplice - fino a sfiorare il semplicismo - c’è una società, chiamata U2 Ltd, che gestisce i proventi dei diritti sulla musica del gruppo. Questa società fino all’anno scorso aveva la sede in Irlanda, dove il fisco non infieriva più di tanto su quel tipo di guadagni. Poi il governo irlandese ha incattivito la tassazione, e nel 2006 la U2 Ltd ha dovuto sborsare 765.578 euro, contro i 32.385 dell’anno precedente. Subito dopo il «salasso», si è trasferita ad Amsterdam. In Olanda rispettano gli artisti a tal punto che il prelievo sui diritti d’autore è a dir poco mite. Mica per niente anche quei vecchi volponi dei Rolling Stones hanno spostato un bel po’ dei loro interessi nel simpatico Paese dei Tulipani. Scatole cinesi Al vertice della U2 Ltd adesso siedono un olandese, un tedesco e un irlandese. Ma non c’è traccia Bono e soci, che in precedenza facevano parte del consiglio d’amministrazione. Tuttavia, quando è stato pubblicato il bilancio, anche i meno maliziosi non hanno potuto esimersi dal notare che alla voce «stipendi» figurano 5 impiegati dei quali non vengono menzionati i nomi, ma che di sicuro sono molto bravi, o molto fortunati, dato che da soli intascano buste paga per un totale di quasi 18 milioni di euro l’anno: poco meno dell’intero incasso della società. Società che, per inciso, fa capo a un’altra, la Not Us Ldt, proprietaria di una miriade di controllate - oltre alla U2 Ltd, ci sono Target Tours Inc, Sam Tours Inc, Mother Records Ltd e U2 Partnership - con regolari trasferimenti di fondi. «Not Us» in inglese significa «Non noi»: suona ironico, visto che è posseduta in toto da Bono, The Edge, Clayton e Mullen. Che sono quattro: se aggiungete il loro fidatissimo manager Paul McGuinness, arrivate a cinque. Come gli strapagati dipendenti della U2 Ltd. Che l’anno scorso non risultavano assunti. Ma, in mancanza di conferme ufficiali (ieri i portavoce della band non hanno ritenuto di rilasciare commenti), si deve supporre che si tratti di una banale coincidenza. Tanta beneficenza Il meccanismo dell’operazione, in realtà, è anche più complesso: ma la sostanza è che gli U2 sono riusciti a pagare meno tasse. Legalmente, fino a prova contraria. Distinguendosi in questo da parecchie altre star che dopo lunga resistenza hanno dovuto cedere alle insistenze di occhiuti funzionari per nulla emozionati dal loro artistico carisma. Può darsi che la disgraziata esperienza del povero amico Pavarotti abbia insegnato qualcosa a Bono. Fonti vicine alla band hanno comunque precisato che i quattro musicisti, oltre a devolvere notevoli somme in beneficenza, mantengono la residenza e molte attività in Irlanda, versando fior di soldi al fisco: gli U2 sono considerati il più redditizio gruppo rock del mondo, con guadagni che nel 2005 superavano i 210 milioni di euro, mentre i patrimoni personali di Bono e compagni supererebbero i 600 milioni di euro. Cattivo esempio Resta però il fatto che, spostando la U2 Ltd in Olanda, Bono ha privato il governo irlandese di sostanziosi introiti. Ciò lo mette in una posizione incresciosa: appare stravagante che un campione della solidarietà internazionale come lui non condivida l’idea, diffusa nelle società occidentali più mature, che le tasse sono la prima forma di solidarietà nei confronti dei concittadini meno privilegiati. Inoltre, il signor Hewson da anni martella i governi di mezzo mondo perché cancellino il debito dei Paesi poveri, e ha pure chiesto al governo irlandese di aumentare gli stanziamenti per la lotta contro l’Aids in Africa. Se però tutti i contribuenti lo imitassero, non è dato di sapere con quali danari questi meritevoli obiettivi potrebbero venire raggiunti.