varie, 28 ottobre 2007
Mauro Mari, di anni 53. Originario di Brescia, navigatore esperto, una grande passione per le barche a vela, a lungo aveva vissuto ad Anzio con la prima moglie e il figlio di 25 anni, poi, undici anni fa, con la seconda moglie e l’altro figlio undicenne, s’era trasferito a Jeddah in Arabia Saudita dove faceva da skipper a un emiro che nuota nel petrolio
Mauro Mari, di anni 53. Originario di Brescia, navigatore esperto, una grande passione per le barche a vela, a lungo aveva vissuto ad Anzio con la prima moglie e il figlio di 25 anni, poi, undici anni fa, con la seconda moglie e l’altro figlio undicenne, s’era trasferito a Jeddah in Arabia Saudita dove faceva da skipper a un emiro che nuota nel petrolio. Giorni fa, con due mozzi filippini, salpò sul lussuoso yacht Gharib diretto in Turchia, dove avrebbe acquistato alcuni pezzi di ricambio per la barca. Durante il viaggio i tre attraccarono nella baia di Tilos, laggiù uno dei filippini attese che calasse la notte e, chissà perché, raggiunse il capitano sul ponte, lo infilzò più volte con un coltello, quindi scese nella cabina dove dormiva il suo connazionale, accoltellò pure lui, infine aprì una falla nello scafo per farlo inabissare e subito dopo scappò col canotto di salvataggio. I cadaveri, trovati sulla barca in una pozza di sangue venerdì 26 ottobre al largo dell’isola di Tilos, nel mar Egeo.