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 2007  ottobre 28 Domenica calendario

MILANO

«Siamo vulnerabili, anche adesso che la nostra capitalizzazione di mercato viaggia attorno ai 50 miliardi di euro». Non è un allarme, ma quasi, quello lanciato ieri da Maurice Lippens, presidente del gruppo bancario belga-olandese Fortis, che in corsorzio con quello britannico Royal Bank of Scotland e lo spagnolo Santander ha appena mandato a segno l’acquisizione di Abn Amro, il grande rivale olandese.
E proprio il caso di Abn suona come una lezione che Lippens intende tenere ben chiara in mente. «Niente può metterci al riparo dall’attivismo di azionisti come gli hedge fund Tci o Knight Vinke - ha spiegato ieri in una lunga intervista concessa al giornale olandese Het Financieele Dagblad
- . Per noi l’unica sicurezza può essere rappresentata dalla forza dei nostri risultati finanziari e dal valore del gruppo in Borsa». Secondo il presidente di Fortis, «è esattamente questo che è mancato a Abn Amro, che è una compagnia eccellente ma che il mercato percepiva come non sufficientemente redditiva. E a volte, si sa, la percezione conta più della realtà».
Il risultato è stato che proprio l’«attivismo» di Tci è stato decisivo nell’imporre ad Abn o lo «spezzatino» delle proprie attività oppure la cessione. E’ andata a finire esattamente così. Gli azionisti di Abn preferivano accettare l’offerta d’acquisto avanzata dal gruppo britannico Barclays, pari a 68 miliardi di euro quasi tutti in azioni. Invece ha prevalso il trio spagnolo-inglese- olandese, che ha messo sul piatto circa 70 miliardi quasi tutti in contanti. Un’operazione che segna un punto di riferimento nel risiko bancario che è in corso sul mercato europeo.
Fortis, Royal Bank of Scoltland e Santander ora detengono il 95% del capitale del gruppo bancario olandese e il loro prossimo obiettivo «a breve» è quello di conquistare l’intero pacchetto azionario, per poi procedere al delisting di Abn in Borsa.
Ma la sfida più impegnativa sarà soprattutto quella di integrare le attività della banca olandese in quelle dei tre acquirenti. Un’operazione che si annuncia molto complessa tecnicamente, ma che, secondo le previsioni di molti analisti finanziari, non dovrebbe generare soprapposizione di attività.
Le attività di Abn verranno infatti suddivise in modo che ciascuno dei tre istituti potrà contare su asset che sono complementari ai propri. Si tratta di un «disegno » strategico che è stato preparato con cura fin dal momento di formare il consorzio.
Di Abn Amro, Royal Bank of Scotland era interessata soprattutto all’americana LaSalle Bank, mentre Santander puntava alle attività sui mercati in Brasile e Italia, vale a dire Antonveneta. E non più tardi di due giorni fa il gruppo spagnolo ha annunciato che procederà a un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro per completare l’operazione.
Quanto a Fortis, il bersaglio principale era rappresentato dalle attività di Abn Amro in Olanda, dove ora il gruppo guidato a Lippens diventerà il dominatore assoluto.